Banche Europa, Goldman declassa rating a neutral

mercoledì 27 luglio 2011 11:36
 

NEW YORK, 27 Luglio (Reuters) - Dopo il forte recupero del settore bancario nella settimana scorsa, Goldman Sachs (GS.N: Quotazione) ha effettuato un downgrade delle banche al livello neutral, dal precedente overweight.

Il motivo è che, dopo un iniziale ottimismo, di fronte ad alcuni elementi inclusi nel secondo piano di salvataggio della Grecia che erano al di sopra delle aspettative dei mercati, i dubbi hanno ripreso piede sui mercati.

I dubbi si concentrano sulla possibilità di finanziare le nuove iniziative, in particolare il rafforzamento dell'EFSF.

Dopo un iniziale rimbalzo, le banche sono tornate a perdere, sebbene restando ancora al di sopra dei minimi.

Goldman Sachs rileva che viste le prospettive di de-leverage, la domanda interna nei Paesi periferici dovrebbe rimanere negativa, limitando la crescita dei prestiti nel settore.

Golman Sachs aggiunge che le preoccupazioni per aumenti di capitale nelle banche dovrebbero restare alte per qualche tempo nonostante i buoni risultati agli stress test.

Goldman Sachs non vede molto upside nel debito sovrano europeo, sebbene ne veda valore su lungo termine. Il broker preferisce le banche globali a quelle focalizzate sul mercato domestico.

Le banche nazionali europee dovrebbero avere uno sviluppo lente, ma molte delle banche globali hanno buoni bilanci, flussi di utili diversificati e dovrebbero beneficiare dalla loro esposizione sulle economie in crescita.

Oltre al downgrading delle banche europee, Goldman Sachs ha anche aumentato il rating di Personal & Household goods, a overweight dal precedente neutral. Questo visti gli outlook in crescita del settore.

Il settore bancario europeo è in calo con l'indice Stoxx del comparto in calo intorno alle 11.10 del 1,9%. Le banche italiane sottoperformano il paniere europeo. L'indice Thomson Reuters Italy Banks mostra cali superiori al 4%. Tra gli istituti italiani, Unicredit (CRDI.MI: Quotazione) perde alla stessa ora il 4,1%, Intesa SanPaolo (ISP.MI: Quotazione) cede il 5,5%, Ubi (UBI.MI: Quotazione) il 5% circa.