July 7, 2011 / 1:58 PM / 6 years ago

PUNTO 1-Fondi,a giugno flussi -3,1 mld,in rosso tutti i prodotti

5 IN. DI LETTURA

* Per NorVega su fuga da cash, bond pesa anche ruolo offerta

* Riscatti generalizzati per aumentata avversione rischio

* Segno meno anche per esteri

MILANO, 7 luglio (Reuters) - Nuovo mese in rosso per fondi comuni e sicav aperti italiani ed esteri: il sistema perde a giugno altri 3 miliardi di euro circa, contribuendo ad assottigliare il patrimonio a 441,206 dai 447,977 miliardi di fine maggio.

Lo comunica Assogestioni, ricordando che le statistiche odierne non includono buona parte dei fondi esteri gestiti da intermediari appartenenti a gruppi esteri.

"E' un giugno abbastanza nero perchè 3 miliardi di uscite in un solo mese sono il 30% di quello che è uscito da inizio anno", osserva Andrea Boggio, direttore commerciale di NorVega sgr.

Nei primi sei mesi dell'anno i riscatti hanno totalizzato oltre 10 miliardi, concentrandosi in particolare su obbligazionari (-4 miliardi circa) e fondi di liquidità (-6,3 miliardi). I prodotti che investono in bond e cash hanno continuato a soffrire anche il mese scorso, perdendo rispettivamente circa 1 miliardo.

"Sui deflussi di questi prodotti gioca anche il ruolo dell'offerta", aggiunge Boggio. "Le reti bancarie hanno molta pressione a dover collocare non solo bond ma, adesso, anche azioni proprie".

in Ridimensionamento Deflussi Sugli Hedge

Il segno meno, tuttavia, interessa tutte le categorie di prodotti compresi i flessibili (-256 da -3 milioni) e i bilanciati (-273 da -103 milioni), il cui saldo resta tuttavia positivo nei primi sei mesi. Perfino i fondi di diritto estero, che da gennaio hanno raccolto 4,53 miliardi, sono in rosso per 1,27 miliardi. Deflussi a cui gli operatori cercano di dare spiegazione con il nervosismo che ha serpeggiato recentemente sui mercati finanziari anche per la crisi debitoria greca, facendo impennare la volatilità e alimentando l'avversione al rischio.

"Nell'incertezza vuol dire che non ci si affida più neppure ai bilanciati e ai flessibili", osserva Boggio.

Coerentemente, proseguono i deflussi sugli azionari (-502 da -444 milioni di maggio), in particolare dell'area Europa ma anche dei paesi emergenti.

"La percezione del rischio è aumentata e quindi è difficile proporre in questo momento un investimento azionario, in particolare nei paesi emergenti", osserva Franco Benini, capo ufficio studi di Copernico Sim. Benini ricorda, tuttavia, la necessità di "uno spostamento di una parte dell'azionario verso questi mercati che hanno economie con aspettative maggiori se vogliamo mantenere una aspettativa di redditività del portafoglio".

In ridimensionamento i deflussi sugli hedge (-40 da -68 milioni) che da inizio anno hanno comunque visto fuggire quasi 1,3 miliardi. "E' presto per parlare di inversione di tendenza", avverte Benini.

Riscatti Sugli High Yield

Tra gli obbligazionari, che da soli rappresentano il 41% circa del patrimonio complessivo, le ulteriori sottoscrizioni sulle emissioni societarie "investment grade" in euro (per 718 milioni in aumento dai 420 milioni di maggio) non sono bastate a controbilanciare i riscatti, che continuano a colpire i governativi dell'area euro su tutte le scadenze.

Gli investitori iniziano ad uscire anche dai corporate ad alto rendimento.

"Un rallentamento degli 'high yield può considerarsi fisiologico perchè è un'asset class che ha iniziato a correggere ma il rosso è da imputare anche all'aumentata avversione al rischio", spiega Benini.

Si conferma viceversa la tenuta degli obbligazionari flessibili (+229 milioni da 504 milioni), un trend che prosegue da inizio anno e che vede questa categoria la più premiata dagli afflussi.

"Sono prodotti richiesti, anche se assumono il rischio valuta, e indubbiamente alcuni hanno dato soddisfazioni agli investitori contenendo la volatilità", sottolinea Benini.

Per agosto Boggio si aspetta che l'attività sia bassa per effetto della stagionalità estiva in termini di flussi; ma, nei mesi successivi, si potrebbe assistere ad un parziale recupero dei fondi italiani dopo l'entrata in vigore della parificazione fiscale con i fondi di diritto estero.

"I fondi italiani, a parità di condizioni sono più remunerativi di quelli esteri per le reti di promotori o chi non ha interesse ai prodotti captive", spiega il manager.

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