4 luglio 2011 / 13:52 / 6 anni fa

PORTAFOGLI-Usa,Pioneer punta su large cap più immuni da economia

* Casi come Ipo LinkedIn non indicativi di bolla tech

* Google e Microsoft trattano su valutazioni molto a sconto

* Opportunità fra emittenti carte credito come Capital One

MILANO, 4 luglio (Reuters) - Dopo la corsa delle piccole e medie capitalizzazioni Usa, i prezzi a Wall Street sono a sconto solo fra le “large cap” Usa: titoli come Comcast (CMCSA.O), Apple (AAPL.O), 3M (MMM.N) rappresentano infatti alcune delle maggiori scommesse del fondo Pioneer US Research, gestito da un team di analisti fondamentali guidato da Paul Cloonan.

Un‘attività di ricerca, quella del fondo della controllata di Unicredit (CRDI.MI), che cerca in utili e valutazioni attraenti uno scudo al contesto, ancora in chiaroscuro, dell‘economia statunitense.

“Non costruiamo il nostro portafoglio sulla base di un determinato scenario economico, cerchiamo semplicemente di selezionare quei titoli che faranno bene in contesti diversi”, sottolinea Cloonan.

E’ il caso del fornitore di servizi di pay-TV, internet e telefonia Comcast, acquistato a ridosso dell‘acquisizione di NBC Universal, ma anche “un buon titolo da avere in portafoglio adesso perchè avrà utili piuttosto stabili qualsiasi cosa faccia l‘economia. Abbiamo buone valutazioni, buoni fondamentali e non dobbiamo davvero preoccuparci dell‘economia”, ha detto.

D‘altra parte i fondamentali per il mercato azionario, secondo il gestore, sono piuttosto robusti anche guardando avanti: la Fed dovrebbe lasciare i tassi sui minimi storici ancora per diverso tempo e una crescita economica del 2-3% sarà sufficiente per generare utili interessanti, anche se le trimestrali a giugno dovrebbero riservare meno sorprese positive di quelle dei primi tre mesi del 2011.

TECNOLOGICI, OCCASIONI PER STOCK PICKERS, NO “BOLLA”

Fra i settori dove è attualmente più interessante essere “stock pickers”, per Cloonan, c’è sicuramente quello tecnologico “perchè ci sono prospettive molto diverse per le diverse società” che vi fanno parte.

“Ci sono società nel hardware come Apple e Qualcomm (QCOM.O) che hanno vantaggi altamente competitivi grazie alla loro (capacità di) innovazione tecnologica e a prodotti differenziati, al contrario di società come Cisco che è sottoposta a sfide competitive molto difficili”, ha spiegato Cloonan.

Nessuna “bolla” internet all‘orizzonte, per il gestore. Casi come la quotazione boom di LinkedIn LNKD.N, il social network dedicato ai professionisti che ha quasi raddoppiato di prezzo al debutto in borsa, non sono rappresentativi delle valutazioni del settore tecnologico nel suo complesso.

“LinkedIn è stato un caso unico, era una società molto conosciuta prima di quotarsi in borsa e ha collocato un numero limitato di azioni quindi, con una domanda molto sostenuta, le quotazioni sono balzate”, ha spiegato Cloonan. “Quando si guarda al più ampio settore tech, molte grandi capitalizzazioni come Google (GOOG.O) e Microsoft (MSFT.O) stanno trattando a valutazioni molto basse”.

Uno scenario ben diverso da quello che si profilava nel 2000, quando tutto lo spettro dei tecnologici trattava a multipli eccessivamente gonfiati. Il fondo ha posizioni anche sui distributori di tecnologia con “modelli di business molto robusti come Ingram Micro IM.N e valutazioni molto buone”.

SOVRAPPESO SELETTIVO SU BANCHE, GUARDA A AUTO

Nel fondo non mancano sovrappesi selettivi nel settore bancario dove “i fondomentali sembrano migliori, i margini di interesse stanno inziando a crescere, i bilanci sono più in salute”; sono ancora gli impieghi che stentano a riprendersi ma “ci aspettiamo che accada andando avanti, specialmente al settore commerciale e delle imprese”, ha detto il gestore che ha in portafoglio JP Morgan (JPM.N).

Cloonan predilige emittenti di carte di credito come Capital One (COF.N) dove “i trend stanno migliorando, hanno avuto meno problemi di credito e la domanda dei consumatori sta leggermente risalendo”.

Piacciono meno nomi come Goldman Sachs (GS.N) e Morgan Stanley (MS.N) che, secondo il gestore, dovranno sopportare parte dei costi delle strette regolatorie avviate per evitare il ripetersi di una nuova crisi finanziaria.

Complici le difficoltà di lungo periodo del settore auto, è da tempo che Cloonan e il suo team se ne tengono alla larga, anche perchè “pesa meno dell‘1% del S&P 500”. Ma qualche cosa potrebbe cambiare. “Lo stiamo guardando per vedere se ci sono delle opportunità: abbiamo visto dei miglioramenti... la qualità dei prodotti è migliore rispetto ad alcuni concorrenti giapponesi”

Il fondo Pioneer US Research, che seleziona titoli azionari statunitensi sulla base della ricerca fondamentale e al 20 giugno aveva in gestione 1,37 miliardi di euro, è costituito da 100-110 titoli con un sovrappeso compreso fra un minimo di 25 e un massimo di 200 punti base sopra il benchmark, lo S&P 500 .SPX.

Maria Pia Quaglia

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