Famiglie, in investimenti resta avversione a rischio - Consob

lunedì 9 maggio 2011 12:31
 

MILANO, 9 maggio (Reuters) - Nel 2010 il grado di partecipazione delle famiglie italiane ai mercati finanziari non ha subito significative variazioni rispetto all'anno precedente, con la quota di investitori retail che detengono almeno un prodotto finanziario "rischioso" (azioni, obbligazioni, risparmio gestito e polizze vita) rimasta stabile attorno al 20%.

Rimane quindi molto alta, circa l'80%, la percentuale di famiglie che si non si è nemmeno affacciata sui mercati finanziari affidandosi soltanto a depositi, risparmio postale o titoli di Stato. La quota è sostanzialmente in linea con il biennio precedente e ancora su un livello superiore rispetto al 75% circa rilevato nel 2007, prima della crisi.

E' quanto emerge dalla relazione Consob per l'anno 2010, che fa riferimento ai dati Gfk Eurisko.

Entrando nel dettaglio delle varie categorie di strumenti finanziari, si nota che la percentuale di investitori retail che possiedono obbligazioni bancarie è cresciuta a 10,5% nel 2010 da 8,9% nel 2009 (ma si è ridotto il loro peso sulla ricchezza complessiva), attestandosi su livelli superiori al periodo antecedente la crisi (9,3% nel 2007).

Anche la quota di famiglie che investono in obbligazioni italiane non bancarie è aumentata, pur in modo più lieve (al 3,7% dal 3,1). La percentuale che investe in fondi o Sicav è rimasta stabile intorno all'8%.

Il peggioramento del quadro economico nell'area euro ha favorito un processo di flight-to-quality da parte degli investitori retail e il grado di diffusione dei titoli di Stato è cresciuto al 13,4% del 2010 dall'11,9% del 2009, anche se si è ridotto il loro peso sulla ricchezza finanziaria complessiva.

I dati sulla ripartizione della ricchezza finanziaria complessiva per tipologia di attività mostrano alcuni cambiamenti nelle scelte di asset allocation delle famiglie italiane. La quota di ricchezza investita in depositi e risparmio postale è rimasta stabile rispetto al 2009 intorno al 44% (era il 38% a fine 2007) mentre il peso delle obbligazioni e delle polizze vita è diminuito rispettivamente al 14,1% (dal 15,1%) e al 4,7% (dal 7,5%).

La quota di ricchezza finanziaria investita in azioni e prodotti del risparmio gestito è invece aumenta rispettivamente al 7,3% dal 6,2 e al 15,7% dal 12,6.

(Sabina Suzzi)