28 aprile 2011 / 13:03 / tra 6 anni

PORTAFOGLI-Giappone non pregiudica appeal Asia emergente-gestori

* Piace storia di crescita strutturale emergenti

* Problemi Giappone favoriscono altri esportatori Asia

* Cina continua a crescere nonostante politica restrittiva

MILANO, 28 aprile (Reuters) - Il triplice disastro che ha colpito il Giappone il mese scorso - terremoto, maremoto e crisi nucleare - non pregiudica il movimento di riposizionamento in atto sui mercati azionari dell‘Asia-Pacifico, nonostante proprio il paese del Sol Levante sia un partner commerciale strategico nella regione, in particolare per la Cina.

I fari degli otto primari gestori attivi in Italia, che hanno partecipato al consueto sondaggio mensile Reuters, restano accesi sulla crescita strutturale della regione che ha mostrato di resistere all‘onda d‘urto di diversi shock.

“Le correzioni sugli emergenti per noi sono delle buying opportunities”, ha detto Marco Bonifacio, gestore di Zenit sgr. “L‘Asia ha rallentato un po’ di più rispetto ad altri mercati emergenti perchè è più avanti nel ciclo economico quindi non ci aspettiamo delle fortissime crescite in futuro”. “Ma resta comunque una scommessa di crescita strutturale di medio periodo”, precisa.

Dopo la freddezza di inizio anno, gli investitori stanno tornando a investire sui mercati emergenti e il benchmark MSCI relativo .MSCIEF viaggia vicino ai massimi di giugno 2008, avendo messo a segno una performance del 4,4% nel 2011.

Per Nicola Trivelli, direttore investimenti di Sella Gestioni sgr, le difficoltà di produzione del Giappone, principale partner commerciale della Cina, “potrebbero avvantaggiare altri paesi esportatori della regione come la Corea”. Proprio la Corea è uno dei paesi asiatici su cui punta di più anche Zenit, investendo tramite Etf.

Come altri gestori anche Sella Gestioni si sta riposizionado sulla regione, riportando a benchmark l‘esposizione alla Cina che “continua a crescere bene malgrado una politica monetaria non certo accomodante”, ha detto citando la Banca Mondiale che oggi ha rivisto al rialzo le stime di Pil al 9,3% dal precedente 9% per il 2011. Più cautela, viceversa, verso l‘India “maggiormente esposta al rincaro dei prezzi dell‘energia”, spiega il manager.

L‘indice MSCI che misura l‘andamento dei mercati dell‘Asia-Pacifico escludendo il Giappone .MIAPJ0000PUS, ha segnato oggi il livello più alto degli ultimi tre anni.

I risultati completi del sondaggio di asset allocation verranno pubblicati domani alle ore 15.

Maria Pia Quaglia

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