April 12, 2011 / 1:25 PM / 6 years ago

ETF, monitoraggio prodotti troppo complessi aumenterà - Fsb

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MILANO, 12 aprile (Reuters) - La ricerca di performance ha portato complessità anche nel mercato originariamente "senza additivi" degli ETF (Exchange traded funds, fondi che replicano indici o asset sottostanti trattabili in borsa) e per questo occorre che trasparenza e gestione del rischio nel segmento facciano un salto di qualità almeno pari a quello della sua capacità di innovazione.

Questo il monito lanciato oggi da una nota del Financial Stability Board, organismo di coordinamento delle Autority finanziarie mondiali guidato dal governatore Mario Draghi, in cui si anticipa che le autorità bancarie e di mercato sono "in procinto di aumentare il loro monitoraggio del mercato degli ETF".

Ci sono un certo numero di "sviluppi preoccupanti in alcuni segmenti di mercato che impone uno scrutinio severo", dice esplicitamente il breve documento, espressivamente intitolato "Problemi potenziali di stabilità finanziaria originati dalle tendenze recenti degli ETF".

Si parla qui soprattutto del recente "aumento di varietà dei prodotti e, in alcuni casi, di complessità". Dall'azionario, ricorda il testo, gli ETF si sono allargati ad altre categorie, reddito fisso, credito, mercati emergenti, commodity "dove la liquidità è tipicamente più scarsa e la trasparenza minore".

Soprattutto, il faro si è acceso però sui cosiddetti ETF sintetici, che usano derivati, e "sul più intenso ricorso al prestito titoli da parte dei provider di fondi indice 'semplici' (elementi che) creano nuove sfide in termini di controparte e di rischio collaterale".

La super-Authority, per evitare la discesa a punti di non ritorno come nella crisi 2008-09, chiede che "l'industria della finanza inizi già nelle prime fasi del ciclo del prodotto ad adattare alle modalità di innovazione del segmento le pratiche di gestione del rischio, la disclosure e la trasparenza".

Quel che si vede "in alcuni segmenti del mercato degli ETF, ma anche delle materie prime e degli high-yield, mostra esempi che sollecitano una sorveglianza più stretta dei regolatori".

Quindi, provider e investitori dovranno rivedere la gestione del rischio e valutare la loro esposizione e la liquidità, aumentando la trasparenza dei prodotti, anche "rendendo informazioni dettagliate e frequenti su composizione dei prodotti e caratteristiche di rischio". Da parte loro, i supervisori lavoreranno a tutti i livelli per valutare se le innovazioni recenti e l'aumento correlato nella complessità di alcuni segmenti del mercato ETF "aggiungono rischio sistemico e se servono azioni regulatorie per affrontare potenziali carenze" di gestione del rischio e di trasparenza.

Cifre E Dettagli

Creato negli anni '90 con prodotti soprattutto equity ma esploso dopo il 2000, il mercato mondiale degli ETF ha sfondato inizialmente nei portafogli istituzionali, poi in quelli retail, con una corsa quasi senza interruzione che dovrebbe portare nel 2011 a circa 1.300 miliardi di euro di asset, secondo stime di Deutsche Bank, con una crescita attorno al 30% su fine 2010.

Un gigante dei fondi come BlackRock a fine 2010 censiva tra Etf ed Etp 3.503 prodotti con 7.311 quotazioni, emessi da 168 provider su 50 borse mondiali (nel 2009 i numeri erano, rispettivamente, 2.672, 4.856, 132 e 45).

Nel solo comparto dell'oro, dove numerosi fondi indicizzati hanno come sottostante il metallo fisico, gli asset in portafoglio a ETF aurei sono saliti nel 2010 al record di tutti i tempi di 2.167 tonnellate.

Dati del documento Fsb a fine terzo trimestre 2010 calcolano che oltre 8/10 del mercato sono prodotti semplici (plain vanilla) con sottostanti indici azionari, per un valore equivalente al 5% del totale gestito dai fondi comuni e al 2% della capitalizzazione mondiale.

Gli ETF sintetici prevedono che il rendimento desiderato sia raggiunto non replicando fisicamente un indice ma facendo uno swap (tramite derivato), con una controparte. Il loro successo è stato importante in Europa (anche in Asia) e a sostenere la crescita di questi prodotti sono state anche le sinergie possibili, con il desk derivati a fare da controparte della divisione asset management per lo swap, all'interno dello stesso gruppo bancario.

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