PUNTO 1 - Parmalat, accordo Lactalis con fondi per salire a 29%

martedì 22 marzo 2011 10:51
 

(riscrive, aggiunge dettagli da nota, contesto, quotazione)

MILANO, 22 marzo (Reuters) - Un accordo a sorpresa raggiunto da Lactalis con i fondi attivisti Zenit Asset Management, Skagen e Mackenzie Financial Corporation mette nelle mani dei francesi il 29% del capitale Parmalat (PLT.MI: Quotazione) e schiaccia il titolo con le vendite di un mercato che non sembra credere alla possibilità di un "cavaliere bianco" di matrice italiana.

Lactalis acquisterà a 2,8 euro per azione il pacchetto dei fondi pari al 15,3% del capitale, dice una nota, aggiungendo che a seguito dell'operazione la società "deterrà una partecipazione diretta e una partecipazione potenziale che, sommate fra loro, rappresenteranno" il 29% del capitale sociale di Parmalat.

L'accordo, "raggiunto nelle prime ore di oggi... verrà eseguito in data odierna nei più brevi tempi tecnici necessari e l'esecuzione potrà avvenire mediante acquisti effettuati direttamente dal gruppo Lactalis e/o nell'ambito di contratti di equity swap" recita la nota Lactalis, che preannuncia il prossimo dettaglio sul numero di azioni acquistate.

Lactalis, controllata dalla famiglia Besnier, era già presente in Italia, tra altri con l'acquisto di Galbani, Locatelli, Invernizzi e Cademartori, e con i suoi 9,4 miliardi di euro di fatturato è numero tre mondiale dei latticini e numero uno nei formaggi.

Parmalat non ha commentato la svolta odierna, nè per il momento sono disponibili commenti da altri che si erano mostrati difensori della continuità gestionale "italiana" del gruppo, a cominciare da Intesa Sanpaolo (ISP.MI: Quotazione).

In attesa dell'assemblea del 12 o 14 aprile che prima del colpo di scena odierno sembrava il terreno della possibile battaglia per il controllo del gruppo, Intesa, con il 2,15% del capitale del gruppo di Parma, aveva presentato una delle quattro liste per il rinnovo del cda, riproponendo come guida l'AD Enrico Bondi e parlando di "grande lavoro" fatto nel salvare la società dopo la catastrofe dei Tanzi.

Anche sulla scia dell'irritazione del governo davanti all'accerchiamento francese di alcune perle dell'industria italiana - che dovrebbe tradursi in una legge anti-scalata" - altri nomi avevano segnalato interesse, a cominciare da Granarolo e Ferrero.   Continua...