March 10, 2011 / 7:44 PM / 6 years ago

SINTESI - Eni, stop totale dalla Libia, punta a +3% produzione

6 IN. DI LETTURA

(riscrive, aggiunge altri dettagli, dichiarazioni)

* In Libia, ferma produzione oil, resta gas per centrali

* Scaroni: "Gas per elettricità per popolo non per Gheddafi"

* Spostata al 2014 nuovo target 2,050 mln boe giorno

* G&P, ebitda 4,2 mld al 2014, Ebit R&M a 200 mln

di Giancarlo Navach

LONDRA, 10 marzo (Reuters) - Nei prossimi quattro anni Eni punta a una crescita media annua nella produzione di idrocarburi di oltre il 3%, sempre che la sospensione della gran parte delle produzioni libiche sia temporanea.

Intanto, il gruppo sposta di una altro anno, al 2014 l'obiettivo di superare quota 2 milioni di barili di olio equivalente al giorno e minimizza gli effetti dello stop libico perché compensato dal balzo del prezzo del petrolio.

Sul fronte interno, spunta l'ipotesi di una possibile cessione della quota detenuta in Snam Rete Gas (SRG.MI), ma a certe condizioni e con un premio sul valore di mercato.

E' stata una strategy presentation, come nelle attese, dominata soprattutto dagli effetti della crisi libica. Numerose le domande da parte degli analisti alle quali i vertici, con in testa l'Ad Paolo Scaroni, non si sono sottratti. La novità odierna è l'annuncio, per la prima volta, che un fondo con il nome Libia, ma con sede in Bahrein, ha lo 0,5% del capitale.

Tornando ai dati, la crescita del 3% è basata sullo sviluppo per linee interne, "grazie al significativo contributo proveniente da Iraq, Venezuela, Angola e Russia". Nel Gas&Power l'ebitda al 2014 è visto a 4,2 miliardi in linea con i risultati 2009, mentre il rifining & marketing è visto tornare all'Ebit per 200 milioni, a scenario costante rispetto al 2010, grazie anche alla riduzione dei costi fissi e variabili di 200 milioni.

A seguito anche delle rinegoziazioni in corso con i Paesi produttori dei contratti di approvvigionamento, Eni aumenterà le vendite di gas in Italia e nei mercati target europei a un tasso medio annuo del 5%. A questo proposito, Scaroni ha detto che le rinegoziazioni dei contratti "take or pay" avranno effetto per il gas dall'Algeria dal primo di aprile prossimo e con Gazprom dal primo gennaio di quest'anno. "Sono rinegoziazioni lunghe che avranno però un effetto retroattivo", ha sottolineato il manager al termine della presentazione della strategy.

LIBIA, PRODUZIONE OIL PRATICAMENTE FERMA, GAS USO DOMESTICO

"Finora la nostra produzione è stata molto piccola dall'avvio del conflitto in Libia e credo che finirà molto presto. Parlo di giorni", ha detto Scaroni.

"La domanda che ci stiamo ponendo è: cosa dovremmo fare con il gas per uso domestico, che è la gran parte della nostra produzione oggi destinata alla popolazione. Fermare questa produzione creerebbe problemi alla gente e finora siamo stati incoraggiati a continuare questa produzione. Siamo gli unici a produrre gas per elettricità in Libia e lo faremo finché potremo assicurare sicurezza alla gente sul territorio. Il gas per l'elettricità non è per Gheddafi, ma per il popolo libico", ha aggiunto.

E se Gheddafi dovesse restare al potere che cosa succede, gli è stato chiesto. Secca la risposta del numero uno dell'Eni: "E' una domanda molto teorica alla quale non intendo rispondere". Il manager ha invece risposto sulla presunta presenza dei libici nel capitale dell'Eni, mai confermata. "Abbiamo fatto una review nel libro soci ed è emerso che un fondo con il nome Libia dentro, ma con sede in Bahrein, ha lo 0,5% del capitale", ha detto. Non è chiaro se questo fondo sia riconducibile alle autorità libiche con tutte le conseguenze che può avere sul possibile congelamento dei diritti di voto come ritorsione della comunità internazionale nei confronti del regime di Gheddafi.

Il manager, incalzato dalle domande degli analisti, ha poi fatto alcuni calcoli relativi al possibile impatto dello stop in Libia."Se consideriamo una perdita sulla media dell'anno di 500 barili al giorno di mancata produzione dalla Libia, su un arco temporale di 100 giorni di stop ipotizzato, si arriva a una perdita di 50.000 barili per l'intero anno". E se i giorni di stop diventano 200, la perdita sarà di 100.000 barili. Uno scenario in costante evoluzione. Quello che è certo è che prima della crisi Eni produceva circa 280.000 barili di olio equivalente al giorno, adesso è intorno a un terzo.

Snam, Se Offerta Con Premio, Si Puo' Valutare Cessione

Incassata la decisione sulla separazione funzionale di Snam Rete Gas, sulla scia di quanto accaduto in Francia e in Germania, Scaroni apre alla possibile cessione di una quota della società, ma a certe condizioni: "Se ci fosse un compratore gradito al governo italiano che ci desse un premio rispetto al valore di mercato, potremmo considerare di cedere la società", ha detto il manager.

Un premio che il manager si aspetta anche per la eventuale cessione ddel 33,3% della portoghese Galp: "Anche da Galp ci aspettiamo un premio per il controllo della quota, non grande, ma un premio, altrimenti ce la teniamo. Un anno fa eravamo vicini a cedere la quota, ma avremmo perso del valore. Pensiamo che la società possa dare altro valore", ha concluso.

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