February 28, 2011 / 2:03 PM / 6 years ago

ASSET ALLOCATION ITALIA - Sondaggio Reuters febbraio

5 IN. DI LETTURA

* Arrotondamento liquidità in portafoglio

* Più gestori in sovrappeso su equity Europa, Tokyo

* In aumento sottopeso su bancari

MILANO, 28 febbraio (Reuters) - L'euforia per il rischio scricchiola leggermente a febbraio e la liquidità risale timidamente nei portafogli, in un mese segnato dall'incertezza sul fronte internazionale che conferma il movimento di uscita dai mercati emergenti, con un riposizionamento in particolare su Europa e Giappone.

La fotografia complessiva si conferma comunque uguale a gennaio, con l'equity che resta mediamente sopra il 52% e bond stabili al 40,6%. L'unico ritocco degno di nota riguarda la componente cash, con un arrotondamento al 6,25% (media) e al 6% (la mediana che era a 5% il mese precedente).

La maggioranza degli otto primari gestori attivi in Italia, che hanno partecipato al consueto sondaggio compilato da Reuters con la collaborazione di Lipper, restano in sovrappeso sulle borse, limitandosi ad aggiustare l'esposizione sulle singole piazze geografiche.

Aumentano gli asset manager in sovrappeso sull'azionario dell'Eurozona (a 5 da 4) - che resta il preferito - e di Tokyo (a 4 da 3), mentre diminuiscono i sovrappesi sulle borse Asia-Pacifico (a 4 da 5).

Alcuni gestori sono convinti che la rotazione fuori dai mercati emergenti - verso quelli sviluppati - potrebbe essere esacerbata dall'esplosione delle rivolte in Nord Africa e zone vicine che, provocando l'impennata del greggio, hanno ridato smalto ai rischi di inflazione.

"Nell'ultimo mese abbiamo ridotto l'esposizione agli emergenti in previsione di un aumento della volatilità e perchè l'inflazione sta aumentando e le banche centrali stanno alzando i tassi", ha detto Sergio Bertoncini, strategist di Amundi.

Per Bertoncini, tuttavia, l'aumento delle aspettative di inflazione dovuto al rincaro energetico non desta preoccupazione per i paesi sviluppati.

"Si iniziano a valutare non solo i numeri delle economie emergenti ma anche i rischi geopolitici", osserva Nicola Trivelli, direttore investimenti di Sella Gestioni sgr. "La Tunisia prima della crisi girava a spread inferiori a quelli italiani solo perchè ha un debito più basso: ma il debito di un paese sviluppato è dovuto al peso delle pensioni, della sanità e dell'istruzione", aggiunge.

Le borse emergenti .MSCIEF da inizio anno hanno perso circa il 4,5% dopo aver corso del 16% nel 2010.

Sul fronte obbligazionario, se i corporate restano le obbligazioni preferite, aumentano i sottopesi su T-Bond (87,5% del campione) e debito dell'Eurozona (50%).

Meno Favore Per Servizi Ciclici

In un mese in cui è riemersa la preoccupazione per il sistema bancario dell'area euro - con l'anomala impennata dei prestiti marginali chiesti alla Banca centrale europea - cresce il pessimismo sugli istituti di credito. Il sondaggio rivela infatti che il numero di gestori in sottopeso è salito a 5 da 4.

In vista dei risultati dei nuovi stress test sugli istituti di credito europei, "siamo ancora prudenti sulla parte finanziaria", ha detto Trivelli. "Sulle banche europee ci aspettiamo difficoltà nel core business, margini sotto pressione e aumenti di capitale che diluiranno la redditività".

Per il resto, ancora in voga i titoli legati alle materie prime, sovrappesati dal 75% del campione. Continuano a piacere i settori ciclici, anche se diminuisce il favore per servizi ciclici come trasporti e servizi alberghieri (i sovrappesi scendono a 3 da 5). Metà dei partecipanti, infine, sovrappesa industriali e IT e sottopesa le utility.

"A noi piacciono i tardo ciclici come tecnologici e beni di investimento perchè ci aspettiamo che le aziende aumentino le spese in conto capitale", osserva Bertoncini.

Sella Gestioni sottopesa le utility "perchè i costi di produzione sono in aumento per i rincari energetici e le tariffe ancora sotto sistemi di controllo incidono sui margini", ha spiegato Trivelli, ricordando che l'aumento della bolletta energetica potrebbe pregiudicare anche l'appeal degli industriali.

Il surriscaldamento delle quotazioni del greggio, provocate dalle tensioni geopolitiche, spingono inoltre il manager ad una maggiore selettività sui titoli petroliferi. "L'aumento dei prezzi del greggio fa bene alla produzione ma bisogna evitare i titoli esposti a paesi dove c'è rischio di blocco", conclude Trivelli citando le energy company Usa e, in Europa, Royal Dutch Shell (RDSa.L).

Per la tabella riassuntiva delle risposte, fare doppio click su [ID:nLDE71R0DU]

Maria Pia Quaglia

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