Banche italiane calano in borsa, Citi negativa su prospettive

lunedì 14 febbraio 2011 12:19
 

MILANO, 14 febbraio (Reuters) - Banche italiane deboli a Piazza Affari. Gli operatori citano un report di Citigroup fra le motivazioni della flessione.

Nel documento, datato 11 febbraio e intitolato "Rising rates still a positive?", il broker Usa sottolinea che l'attesa di una crescita dei tassi quest'anno e nel 2012 si tradurrà, per gli istituti italiani, in maggiori costi per la raccolta di fondi, mentre l'aumento dei prezzi "sembra più facile nel segmento corporate che in quello retail". In ogni caso, prosegue, i benefici del repricing si vedranno non prima di due-tre trimestri. Inoltre, la crescita dei prestiti potrebbe essere danneggiata dall'incremento del costo di raccolta.

Citi ha tagliato i rating di Intesa Sanpaolo (ISP.MI: Quotazione) e Ubi (UBI.MI: Quotazione) a 'hold' da 'buy'.

Il broker scrive di "vedere ulteriori pressioni sugli utili delle banche italiane" e ha rivisto target price e previsioni sui risultati 2010, 2011 e 2012.

Nel dettaglio, Citi ha tagliato il target price di UniCredit (CRDI.MI: Quotazione) a 2 da 2,05 euro, confermando 'hold'. Per quanto riguarda Intesa Sanpaolo, oltre alla riduzione della valutazione l'obiettivo di prezzo viene abbassato a 2,75 da 3 euro.

MontePaschi (BMPS.MI: Quotazione) incassa una conferma di rating (hold) e target price (0,95 euro), mentre Ubi, taglio del giudizio a parte, vede un obiettivo di prezzo rivisto a 8,30 da 8,80 euro.

Limatura del target price per Banco Popolare (BAPO.MI: Quotazione), a 2,75 da 2,83 euro (hold), mentre l'obiettivo di prezzo della Popolare di Milano (PMII.MI: Quotazione) viene abbassato a 2,95 da 3,10 euro (sell).

Attorno alle 12,15, Ubi perde l'1,81%, Intesa Sanpaolo l'1,33%, Pop Milano lo 0,99%, UniCredit lo 0,86%, Banco Popolare lo 0,77% e MontePaschi lo 0,11%.