7 febbraio 2011 / 13:55 / tra 7 anni

Ritorni equity globale +15-20%, peggio borse Sud Europa -Merrill

* Per metà anno attesa ricetta Ue per problemi debitori

* In Italia cruciale aumento costo del debito

MILANO, 7 febbraio (Reuters) - L‘azionario globale renderà il 15-20%, fra capitale e dividendi, nel 2011 ma le borse del Sud Europa, compresa Piazza Affari, registreranno performance più deludenti, soprattutto nella prima parte dell‘anno.

Ne è convinto Bill O‘Neill, chief investment officer per Europa, Middle East e Africa di Merrill Lynch Wealth Management.

“Nel secondo semestre la dinamica cambierà: il punto cruciale sarà quando i mercati percepiranno che i problemi dei debiti sovrani e delle banche dell‘area euro sono stati affrontati in maniera credibile”, ha detto O‘Neill a margine di una presentazione sulle prospettive della casa per il 2011.

Per metà 2011, secondo O‘Neill, l‘Europa dovrebbe essere nella posizione di fornire la ricetta di una soluzione sistemica alle sue difficoltà debitorie, “stabilendo e chiarificando la sostenibilità fiscale” futura della regione. Per la sostenibilità delle finanze italiane, secondo il manager, un elemento cruciale sarà il costo del debito, visto in aumento.

Tornando ai mercati finanziari, mai come in questa fase, secondo il manager, bisogna giocarsi i rendimenti da dividendi, che storicamente sono quelli che contribuiscono di più alla performance complessiva.

“Nel 2011 i dividendi aumenteranno soprattutto fra le grandi capitalizzazioni ‘growth’ quotate sui mercati emergenti”, ha detto O‘Neill.

Le migliori opportunità sui mercati equity si trovano, secondo il manager, sui mercati emergenti a minore capitalizzazione, come Colombia e Thailandia, che l‘anno scorso hanno messo a segno i rialzi più consistenti. Attese soddisfazioni anche da temi ciclici come materie prime, società energetiche e tecnologici Usa oltre che da telecomunicazioni e auto. Sul fronte obbligazionario, alla larga da governativi con l‘eccezione dei titoli di stato Usa indicizzati all‘inflazione che “sembrano rappresentare un‘alternativa a prezzi attraenti e rischio contenuto”.

“In presenza di un eventuale ritorno dell‘inflazione, come già avvenuto in passato, anche i titoli azionari giapponesi dovrebbero sovraperformare”, conclude O‘Neill.

Maria Pia Quaglia

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