31 gennaio 2011 / 17:04 / 7 anni fa

PUNTO 1-Parmalat, gruppo fondi non intende aumentare quota-fonte

(aggiunge commenti fonte, background)

MILANO, 31 gennaio (Reuters) - Il gruppo di investitori di Parmalat (PLT.MI) che ha firmato un accordo di coordinamento per presentare una lista per il Cda del gruppo alimentare non ha intenzione di aumentare la quota detenuta complessivamente nel capitale, pari al 15,3%.

Lo ha detto a Reuters una fonte vicina al dossier.

"I fondi hanno queste partecipazioni da tempo, cumulate tra di loro sono pari al 15,3%, non c'è intenzione di salire", ha detto la fonte.

"Sarebbero liberi di farlo, ma non è né necessario né nella strategia, si presentano con questo 15,3% e il loro obiettivo è quello di predisporre, presentare e votare una lista di maggioranza", ha aggiunto.

Una eventuale salita fino al 29,9%, ipotizzata la scorsa settimana da un quotidiano, "non è prevista dall'accordo e non è nell'intenzione dei fondi", ha precisato la fonte, sottolineando anche che rastrellare un altro 14% di titoli sarebbe un impegno finanziario di difficile implementazione.

I fondi firmatari dell'accordo - Skagen, Mackenzie Financial Corporation e Zenit Asset Management - hanno dichiarato che il loro obiettivo è quello di presentare alla prossima assemblea liste di candidati (amministratori e sindaci) che possano accompagnare il gruppo alimentare in una nuova fase di sviluppo e crescita.

L'accordo di coordinamento scadrà al termine dell'assemblea degli azionisti.

La fonte ha anche sottolineato che l'intenzione dei fondi - che investono regolarmente in altre società blue chip e mid cap italiane - sarebbe quella di lasciare il centro decisionale di Parmalat in Italia facendone una public company più forte nel mondo.

La scadenza per il deposito delle liste è il 25° giorno anetecedente l'assemblea che dovrà approvare il bilancio 2010 ed eleggere il Cda, convocata per il 12 aprile. Secondo la fonte il gruppo di investitori potrebbe presentare le liste anche "un po' prima", senza arrivare all'ultimo giorno possibile.

Quanto all'ipotesi rilanciata nel week end dalla stampa di un'eventuale ripresa del dossier sulla fusione Parmalat-Granarolo, varie fonti la giudicano poco percorribile e ricordano anche gli eventuali problemi di antitrust che ne scaturirebbero.

Il titolo oggi ha chiuso in rialzo dell'1,87% a 2,315 euro con volumi quasi doppi rispetto alla media.

Sabina Suzzi e Antonella Ciancio

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