PORTAFOGLI - Borsa Tokyo seduce con cautela, incognita Cina, yen

lunedì 31 gennaio 2011 09:42
 

MILANO, 31 gennaio (Reuters) - Nonostante abbia catalizzato l'interesse degli investitori negli ultimi mesi dell'anno scorso, la borsa di Tokyo presenta ancora diverse incognite a cominciare dalle fluttuazioni dello yen per finire con l'esposizione alla Cina.

Degli otto primari asset management attivi in Italia, interpellati da Reuters prima del downgrade di Standard & Poor's sul debito giapponese e dell'esplosione delle tensioni in Egitto, la maggior parte ostenta cautela sul Nikkei .N225 che oggi ha terminato sui minimi del mese a 10.237,92 punti.

"Abbiamo ulteriormente ridotto l'esposizione alla borsa giapponese ultimamente anche a prescindere da considerazioni di ordine valutario", dicono da Pioneer Investments.

Il rischio principale, per l'asset manager del gruppo Unicredit (CRDI.MI: Quotazione), è la Cina, dove l'economia si sta surriscaldando e non è chiaro quale sarà il risultato delle misure restrittive adottate da Pechino.

"La leva dei tassi, la più scontata, non si usa volentieri per il timore di avere pressioni sul cambio", fa notare il gestore di Pioneer. "Si teme che, con il mix di diversi interventi per frenare l'inflazione, l'economia cresca di meno con ricadute sull'Europa Occidentale, Germania in particolare, ma soprattutto sul Giappone", aggiunge.

Il Giappone, precisa, è "molto esposto alla Cina per l'esportazione di beni industriali" mentre l'elettronica ha come destinatario privilegiato il mercato statunitense. Ma la schiera di quanti hanno scommesso sulla piazza giapponese è tutt'altro che sguarnita: da novembre il Nikkei ha messo a segno un rialzo di circa il 12%, sostenuto dagli ordini di acquisto provenienti dall'estero, che pesano per oltre il 60% dei volumi della borsa di Tokyo. Il denaro è arrivato in cerca di occasioni su titoli "rimasti indietro" rispetto a quelli di altre piazze mondiali.

Non manca poi chi, per quest'anno, scommette su stabilità o indebolimento dello yen. Elemento che dovrebbe rendere più competitive le esportazioni giapponesi, ma non solo. "Se si guarda alla performance del Topix .TOPX da Lehman a oggi (settembre 2008), l'indice in dollari ha fatto esattamente come l'S&P 500", fa notare Alessandro De Carli, responsabile dei fondi quantitativi di Eurizon Capital sgr. "Questo vuol dire che tutta la sottoperformance in yen è dovuta all'apprezzamento della valuta giapponese sul dollaro e quindi lo yen debole aiuterebbe molto la borsa di Tokyo", aggiunge De Carli.

Per il gestore lo yen è attualmente sopravvalutato, "soprattutto verso l'euro e il dollaro".

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