27 gennaio 2011 / 13:23 / 7 anni fa

PUNTO 3 - Prada, ok Cda a IPO, sarà prima italiana a Hong Kong

(aggiunge commento Micciché)

MILANO/PARIGI, 27 gennaio (Reuters) - Il Cda di Prada ha deciso di avviare il processo di quotazione sul mercato azionario di Hong Kong.

In caso di successo dell'Ipo Prada sarà il maggiore brand europeo della moda a quotarsi in oltre un decennio e il primo gruppo italiano a sbarcare sul listino di Hong Kong, con una valutazione che potrebbe superare i 6 miliardi di euro.

Il consiglio, si legge in una nota del gruppo del lusso, ha deliberato di conferire l'incarico di coordinatori dell'offerta globale a Banca Imi (gruppo Intesa Sanpaolo (ISP.MI)), Unicredit (CRDI.MI), CLSA (gruppo Credit Agricole (CAGR.PA)) e Goldman Sachs (GS.N), che agiranno inoltre in qualità di joint book runner per il collocamento istituzionale.

Adviser legali di Prada saranno congiuntamente gli studi Bonelli Erede Pappalardo, Slaughter & May e Davis Polk.

"La strategia di espansione in tutto il mondo, condotta in un quadro di stretto controllo dei costi, ha portato a un'importante crescita di ricavi e redditività, rafforzando ulteriormente la nostra primaria posizione nel mercato dei beni di lusso", commenta nella nota l'AD Patrizio Bertelli. "Forti di questi risultati oggi affrontiamo con serenità il futuro e, fiduciosi nell'ulteriore sviluppo del gruppo, possiamo cogliere le migliori opportunità offerte dal mercato internazionale dei capitali".

Una fonte vicina all'operazione prima della diffusione della nota aveva detto che Prada lascia aperta la possibilità di quotazione anche su un'altra piazza in base alle condizioni del mercato.

MULTIPLI LUSSO INTORNO 12,5 VOLTE L'EBITDA

Prada, che negli ultimi anni più di una volta aveva già preannunciato e poi rinunciato a progetti di quotazione per le difficili condizioni di mercato, non ha dato una tempistica per l'Ipo.

Il gruppo - noto anche per marchi come Miu Miu, Church's e Car Shoe - potrebbe puntare a una valutazione di almeno 12 volte l'Ebitda stimato per il 2011, in linea con il settore del lusso che ha multipli in media intorno a 12,5.

Per l'Ebitda 2010 di Prada gli analisti si aspettano una cifra intorno a 500 milioni. I nove mesi si sono chiusi con un Ebitda di 330 milioni.

La scelta di Hong Kong rispetto a Milano potrebbe essere dettata proprio dalla convinzione di poter ottenere una valutazione più alta che non in Europa. Gli analisti tuttavia avvertono che una scelta di questo tipo potrebbe sacrificare l'interesse degli investitori europei e statunitensi.

"Perderanno investitori e copertura in Europa e negli Usa", dice un analista milanese. "Ma questo per loro è un problema minore rispetto alla quantità di soldi che riusciranno a raccogliere".

Anche altri sono scettici sulla decisione. "Non ci piace che la quotazione sia a Hong Kong in quanto riteniamo che una società italiana dovrebbe essere quotata in Italia", dice l'analista Rene Weber di Vontobel. "E' chiaro che a Hong Kong c'è una forte base cliente/investitore, ma questi investitori mettono in portafoglio anche beni di lusso in Europa. Quindi non vediamo i motivi di questa scelta".

Prada è sotto pressione da parte delle banche perché raccolga fondi per ripagare un debito di circa 1 miliardo di euro. La società punta comunque ad utilizzare i proventi della quotazione anche per finanziare l'espansione in Asia, le cui vendite dovrebbero superare quelle europee nei prossimi tre anni.

Se procederà con l'Ipo, Prada seguirà le orme di L'Occitane (0973.HK), il gruppo cosmetico francese che l'anno scorso si è quotato a Hong Kong.

Le linee guida della borsa di Hong Kong richiedono anche cambiamenti di management, compresi due amministratori esecutivi con base a Hong Kong e tre amministratori indipendenti.

Prada è controllata al 95% dalle famiglie di Bertelli e della moglie Miuccia Prada. Il resto è in mano a Intesa Sanpaolo.

"La decisione di procedere con la quotazione in borsa, testimonia la consapevolezza e la fiducia dell'azienda nelle proprie capacità di confronto anche sui mercati finanziari, con l'obiettivo di ricercare e raggiungere nuovi e sempre più sfidanti obiettivi", ha commentato in una nota Gaetano Micciché, direttore generale Intesa Sanpaolo.

Il gruppo compete con società come Dior (del gruppo LVMH (LVMH.PA)), Hermes (HRMS.PA), Tod's (TOD.MI), Gucci e Balenciaga (entrambe del gruppo PPR (PRTP.PA)), oltre che con il marchio di pelletteria Lancel e con Chloe del gruppo svizzero Richemont CFR.VX.

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