ASSET ALLOCATION ITALIA - Sondaggio Reuters gennaio

lunedì 31 gennaio 2011 15:00
 

* Tutto il campione overweight sull'azionario

* Aumentano gestori in sovrappeso su Wall Street

* Cresce favore per settori esposti alla crescita

MILANO, 31 gennaio (Reuters) - La crescita dell'economia e degli utili aziendali si conferma la scommessa principale degli investitori a inizio 2011, rafforzando l'esposizione dei portafogli all'azionario e ai settori più ciclici.

In un mese che vede tutto il campione in sovrappeso sulle borse, la consueta fotografia delle allocazioni aggregate di otto asset manager, considerato un portafoglio bilanciato, vede il cash ridursi di meno di un punto percentuale al 5,6% a favore di un aumento dell'equity al 52,75% dal 51,9% circa di dicembre (al 53,5% dal 51% con la mediana). Piccolo ritocco al ribasso anche per il reddito fisso, in sottopeso per la maggior parte dei partecipanti, ridotto in media al 40,65% circa dal 40,75%.

Il sondaggio, compilato con la collaborazione di Lipper e realizzato fra 8 primari gestori attivi in Italia, evidenzia che il numero di "overweight" aumenta in maniera più significativa sulle piazze di Wall Street (a 5 da 3) e sulla borsa di Tokyo (a 3 da 1), cioè sui listini di paesi cosiddetti "core".

"Sull'azionario i nostri sovrappesi maggiori sono Stati Uniti ed Europa; per il rischio di inflazione in Cina siamo intenzionati a ridurre tatticamente l'Asia emergente a favore di Wall Street e, in seconda battuta, a dare qualche chance in più anche all'Europa, dove tuttavia resta l'incognita delle banche", ha detto un gestore di Pioneer Investments, ricordando che quello bancario è uno dei settori più rappresentati negli indici europei e quello maggiormente esposto alla crisi del debito sovrano dell'Eurozona.

Il rischio di risposte troppo aggressive alle pressioni inflazionistiche che si stanno evidenziando nei paesi emergenti è tornato infatti ad agitare le notti degli investitori, spingendoli a prendere profitto sulle piazze emergenti dopo il rally del 2010.

Al centro delle preoccupazioni c'è innanzitutto la Cina: Pechino usa malvolentieri la leva dei tassi perchè ha ricadute sul cambio e per il mercato è difficile prevedere gli effetti di altre misure per raffreddare l'economia come l'aumento dei requisiti di riserve bancarie o la tassazione degli immobili residenziali.   Continua...