18 gennaio 2011 / 13:32 / tra 7 anni

PORTAFOGLI - Italia non "periferica",alla larga dall'oro - Bnp

* Nessun rischio significativo su debito Italia in 2 anni

* Euro visto a 1,20 dollari a fine 2011

* Fra materie prime puntare su metalli di base e petrolio

MILANO, 18 gennaio (Reuters) - L‘Italia non corre rischi, almeno nel breve termine e se la moneta unica nel 2011 pagherà le tensioni sui debiti sovrani che periodicamente scuotono Eurolandia, nei prossimi 2-3 anni continuerà tuttavia ad esserci la volontà politica di non lasciar naufragare nessuno stato membro.

Quando si parla di zona euro, l‘orizzonte è ravvicinato per Vincent Treulet, responsabile della strategia di investimento di BNP Paribas Investment Partners che scommette sui governativi, anche periferici, solo con duration corta.

“Non pensiamo che l‘Italia sia un paese periferico; se si considera il debito totale (debito pubblico e privato ndr) Italia e Francia non sono cosi distanti”, ha detto a Reuters Treulet. “Riteniamo che entrambi non siano sotto minaccia immediata”.

In Italia il settore privato è sottoindebitato, spiega il manager e il paese ha dimostrato la propria abilità a sopportare il peso di un alto debito pubblico; non solo, il tasso di risparmio delle famiglie è elevato e il sistema bancario è più solido rispetto alla Spagna, “quindi pensiamo che i rischi nel breve termine siano piuttosto limitati”.

Nonostante i meccanismi di salvataggio messi a punto dall‘Unione mettano al riparo dall‘ipotesi di default nei prossimi due anni, il rischio sovrano continuerà a tenere in scacco la regione, schiacciando la moneta unica a 1,20 dollari entro fine anno secondo Treulet.

ANCORA VALORE IN BORSE E BOND EMERGENTI, BASTA ORO

Non è troppo tardi per cavalcare le borse emergenti “che non trattano a premio sugli utili futuri, anche se lo sconto è sparito, il che è ragionevole dal momento che la crescita dei mercati emergenti dovrebbe essere superiore e il rischio sta convergendo su quello dei mercati sviluppati”, ha spiegato il fund manager. Anche il debito dei paesi in via di sviluppo “continua ad offrire spread interessanti”, senza contare che le valute emergenti, con l‘esclusione del real brasiliano e della lira turca, hanno margini di apprezzamento significativi.

Sul fronte della materie prime è invece giunto il momento di abbandonare l‘investimento in oro, preferendo commodity cicliche come i metalli di base e il petrolio.

“L‘oro si apprezza se c’è previsione di inflazione o se si teme un collasso del sistema finanziario, preoccupazioni che non prevediamo ci saranno nel 2011 e neppure nel 2012”, secondo Treulet, che stima una discesa del metallo prezioso di circa il 10% quest‘anno.

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