PORTAFOGLI-Bond, con attese inflazione più volatilità curva 2011

mercoledì 22 dicembre 2010 12:16
 

MILANO, 22 dicembre (Reuters) - Il rischio inflazione non agita le notti dei gestori, rimanendo per il momento confinato ai paesi emergenti. Ma le aspettative di rialzo dei prezzi, che potrebbero iniziare a prendere corpo nella seconda metà dell'anno prossimo, imporranno una maggiore volatilità sulle scadenze lunghe dei mercati obbligazionari occidentali, condizionando le gestioni.

Ne sono convinti alcuni gestori che hanno partecipato al consueto sondaggio mensile Reuters-Lipper.

"Oggi l'inflazione non è il problema principale, anche perchè le banche centrali stanno agendo per contrastare il rischio di deflazione", ricorda Nicola Trivelli, direttore investimenti di Sella Gestioni. "Ma nei paesi emergenti il tema dei prezzi sta diventando centrale, come ad esempio in Cina".

"Il vero pericolo è l'inflazione dei mercati emergenti", fa eco Francesco Fonzi, senior portfolio manager di Credit Suisse AM sgr, ricordando che in Cina l'inflazione è passata dall'1,5% del mese di gennaio (minimo di periodo), al 5,1% di novembre soprattutto per effetto del rincaro dei beni agricoli.

La politica restrittiva avviata a inizio 2010 nei paesi emergenti - e in Asia in particolare - secondo il gestore avrebbe dovuto concludersi con l'estate.

"Invece le evidenze dopo l'estate dimostrano che questa stretta monetaria non è stata sufficiente: ciò può costituire un elemento di preoccupazione per i paesi occidentali nella misura in cui una stretta ancora più robusta potrebbe imporre un rallentamento dell'economia a livello globale", osserva Fonzi.

POSSIBILE IRRIPIDIMENTO CURVA IN SECONDA PARTE 2011 L'offerta abbondante di moneta della Federal Reserve e i sei mesi programmati di "quantitative easing" dovrebbero finire con l'alimentare pressioni al rialzo dei prezzi negli Stati Uniti, riportandoli "verso quel 3-4% che abbiamo visto nell'ultimo ciclo espansivo degli anni 2000", sottolinea Fonzi.

Le aspettative di inflazione inizieranno ad aumentare prima, in concomitanza con i primi passi di normalizzazione della politica monetaria e di ritorno alla crescita negli Stati Uniti.   Continua...