December 21, 2010 / 10:30 AM / 7 years ago

Italia, Ucits seducono istituzionali, volàno per interesse hedge

8 IN. DI LETTURA

* Sgr alternative registrano raccolta positiva su Ucits

* A istituzionali piace regolamentazione, liquidità Ucits

* Limiti di leva su Ucits comprimono rendimenti

di Maria Pia Quaglia

MILANO, 21 dicembre(Reuters) - Hanno tagli minimi da clientela "retail", ma riscuotono l'interesse degli investitori istituzionali e stanno rimpinguando le masse delle sgr alternative: sono i cosiddetti fondi "Ucits III", detti anche "Newcits", prodotti con il passaporto europeo che lavorano con le strategie hedge più liquide garantendo, a differenza dei fondi hedge tradizionali, l'uscita giornaliera o settimanale.

Kairos, che attualmente gestisce più di 500 milioni di euro in fondi Ucits alternativi, ha raccolto quest'anno circa 300 milioni da gennaio a novembre.

"I flussi positivi hanno riguardato principalmente i fondi Ucits mentre le masse gestite nei fondi hedge tradizionali sono rimaste pressoché invariate", dice Matteo Santoro, analista dell'ufficio di Londra. "Crediamo di poter chiudere l'anno con un saldo netto positivo, guidato principalmente dalla raccolta nei fondi Ucits alternativi".

Prima sgr, che quest'anno ha visto gli attivi ridursi di circa il 10% sugli hedge, ha parallelamente registrato in ambito Ucits "una raccolta importante positiva sia nel caso dei multi manager sia nel caso dei prodotti single manager", come spiega Grazia Orlandini, responsabile direzione hedge e multimanager.

A decretare il successo di questi prodotti c'è innanzitutto la garanzia della liquidabilità, esigenza emersa dopo la crisi del 2008 ma tornata alla ribalta, secondo Valeri, con le difficoltà debitorie dei paesi periferici dell'area euro in un quadro economico internazionale ancora incerto; per Alex Merla, managing director di Lyxor AI per l'Italia, incide anche la "struttura del mercato, più orientato alla distribuzione", tipica del nostro paese.

DIFFERENZIAZIONE CLIENTELA ESCLUDE RISCHIO CANNIBALIZZAZIONE

C'è chi, come Luca Valeri di Ubi Pramerica sgr, parla di "parziale travaso di asset dai fondi di fondi hedge a favore dei fondi di fondi Ucits III ed un contemporaneo afflusso di nuove risorse in questi ultimi", ma sulla questione le opinioni sono discordi. Secondo Orlandini, "i newcits sembrano aver conquistato una frazione limitata di quanto rinveniente dagli hedge".

L'argomento di chi esclude un effetto di cannibalizzazione fra le due categorie di prodotto è la diversa tipologia di clientela a cui si rivolgono i fondi alternativi tradizionali e quelli Ucits: da un lato, i cosiddetti "high net worth individuals", che chiedono di investire in strategie meno liquide per assicurarsi ritorni potenziali più elevati, dall'altro la clientela "retail", che non può permettersi l'investimento minimo di 500.000 euro dei fondi hedge, ma anche gli istituzionali.

"Gli alternativi Ucits si rivolgono per loro natura ad una clientela diversa, prevalentemente retail. Ciò nondimeno, anche alcuni investitori istituzionali, memori della crisi di liquidità del 2008, risultano attualmente attratti dai prodotti Ucits, favoriti rispetto agli hedge da un profilo di liquidità migliore", spiega Valeri che, in Ubi Pramerica, è responsabile degli investimenti fondi di fondi hedge. Inoltre, "la presenza di un quadro normativo europeo consolidato che li armonizza e li regola è percepita da alcuni (istituzionali) come una forma di garanzia e di tutela addizionale rispetto agli hedge".

Ucits Potrebbero Riavvicinare a Hegde

Nemmeno un eventuale dimezzamento della soglia minima per sottoscrivere i fondi hedge, attualmente al vaglio del ministero dell'Economia, sarebbe tale da metterebbe in competizione i due prodotti.

"Il divario rispetto alle soglie d'accesso per i prodotti alternativi Ucits permarrebbe comunque piuttosto ampio, favorendo la differenziazione dei prodotti", osserva Valeri. "Le diverse soglie d'ingresso favoriranno una segmentazione del mercato: la clientela istituzionale tenderà a prediligere i fondi di fondi hedge … la clientela retail si focalizzerà sui fondi di fondi Ucits III", aggiunge.

Anche se attualmente gli istituzionali italiani sembrano prediligere proprio i fondi Ucits, le caratteristiche di liquidità e regolamentazione di questi ultimi potrebbero infatti finire per riavvicinarli ai fondi hedge tradizionali.

"Nel corso del 2010, dopo circa due anni di flussi negativi, abbiamo riscontrato un ritorno di interesse ai fondi hedge anche da parte della clientela istituzionale", osserva Santoro.

"Crediamo che in una fase iniziale, tali investitori preferiranno le caratteristiche di liquidità, trasparenza e regolamentazione dei fondi Ucits e che in un secondo momento i flussi saranno diretti anche a strategie meno liquide come quelle implementate dai fondi hedge tradizionali".

Fa eco Massimo Mazzini, AD di Eurizon AI sgr: "In generale pensiamo che i prodotti a liquidità settimanale possano essere un modo per riavvicinare i clienti al settore degli investimenti alternativi", un aspetto tanto più importante in Europa dove, a differenza dei paesi anglosassoni, "la clientela high net worth mostra un livello di attenzione a questo fattore decisamente superiore; si tratta di un elemento che deve far riflettere, anche in termini di sviluppi prospettici dell'industria", aggiunge Mazzini. Anzi, fuori dal coro, l'AD ritiene che, "almeno per il momento, i fondi newcits si rivolgono alla stessa clientela dei fondi speculativi".

"Si tratta infatti di prodotti che in media incorporano strategie di una certa complessità e che richiedono presumibilmente ancora un periodo di maturazione prima di considerarne un'estensione completa alla clientela retail", spiega.

Industria Alternativa Vede Rosa Per Ucits in 2011

Ma le differenze fra i due prodotti non mancano, a cominciare dai rendimenti attesi, essendo i prodotti Ucits sottoposti a limiti di leva più stringenti rispetto agli hedge veri e propri. Non solo: gli Ucits sfruttano un numero limitato di strategie alternative e spesso, come ricorda Stefano Bestetti di Hedge Invest sgr, non danno accesso neanche ad alcune di quelle più liquide. E' il caso del long/short sull'azionario Usa "perché non ci sono molti gestori statunitensi che fanno prodotti Ucits", sottolinea Bestetti.

Da inizio anno Hedge Invest sgr ha raccolto circa 90 milioni di euro, 70 sugli hedge e 20 sul fondo Ucits.

Per Luca Valaguzza di Akros AI sgr il bisogno di liquidità degli investitori istituzionali trova una risposta più sicura, sotto il profilo dei rischi operativi, nelle piattaforme di "managed account", dove il gestore hedge gestisce le risorse del cliente in un conto separato.

"Il managed account è migliore rispetto all'Ucits in quanto esiste una controparte indipendente, il gestore della piattaforma, che controlla l'operato del manager", spiega. "Questo triangolo non si ha in nessuna forma di investimento".

Resta il fatto che gli Ucits hanno intercettato il bisogno di liquidità riconciliandolo con quello, crescente, di una gestione attiva; e dopo aver nutrito le masse degli operatori alternativi - rimaste stabili o diminuite sul fronte degli hedge tradizionali - si preparano ad attirare nuovi flussi nel 2011.

Lyxor AI, che quest'anno ha lavorato di più in Italia proprio sulla propria offerta Ucits - che fa leva sulla piattaforma di managed accounts del gruppo (110 gestori hedge) - vede un "un grosso potenziale di crescita per il 2011", ha detto Merla.

"Il mercato degli alternativi Ucits sta crescendo rapidamente: c'è un forte interesse a fronte di un'offerta e lunghezza del track record ancora in espansione", aggiunge. Vede rosa per gli Ucits anche Valaguzza. "Sicuramente gli Ucits continueranno a fare bene ma più sui fondi singoli che sui fondi di fondi", aggiunge.

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