13 dicembre 2010 / 10:21 / tra 7 anni

PORTAFOGLI - Raiffeisen scommette su borsa Tokyo, petroliferi

* Scetticismo su Asia, punta su petroliferi russi, Sberbank

* Materie prime attese laterali in 2011

* Uscita da governativi periferici, preferisce corporate.

MILANO, 13 dicembre (Reuters) - Meglio un‘azienda esposta ai consumi dei paesi in via di sviluppo che un titolo dei mercati emergenti, meglio i telefonici che i farmaceutici quando si sceglie di essere difensivi.

Parola di Kurt Kotzegger, Chief Investment Officer (azionario e asset allocation) di Raiffeisen Capital Management.

Il gestore austriaco, che a fine ottobre gestiva 31 miliardi di euro, ha recentemente ridimensionato l‘esposizione ai mercati emergenti, complici i massicci afflussi di capitali e le pressioni inflazionistiche in Cina, riscoprendo la borsa di Tokyo, eccessivamente penalizzata dai malumori del mercato.

“Ci piacciono i fondamentali (dell‘azionario giapponese) e pensiamo che ci sia stata una reazione eccessiva in termini di sentiment in estate e autunno”, spiega Kotzegger.

Raiffeisen ha chiuso il sottopeso sull‘azionario giapponese nel corso del terzo trimestre, portandosi in leggero sovrappeso nel quadro di un portafoglio bilanciato. “Si è rivelata una buona scelta fino ad oggi, specialmente nelle ultime settimane quando è aumentata la volatilità, ma non so se si tratterà di un investimento di lungo periodo”, aggiunge.

Più cautela sui mercati emergenti, in sovrappeso per l‘ultimo anno e mezzo.

“La crescita dei mercati emergenti secondo noi adesso è incorporata nei prezzi in maniera significativa quindi non esiste più nessuna grossa opportunità di acquisto molto a buon mercato da nessuna parte”, spiega ancora Kotzegger. Ciò detto, “i titoli dei mercati emergenti sono un po’ più cari e i produttori di beni di consumo del mondo occidentale che esportano nei mercati emergenti lo sono un po’ meno”.

SOLO BANCARI “NON PURI” O NON DELL‘AREA EURO

Anche tra i paesi in via di sviluppo ci sono delle differenze. Il gestore austriaco diffida dell‘Asia ma, forte della pluriennale expertise della casa sull‘area dell‘Europa orientale, scommette su titoli russi, in particolare energetici come Gazprom (GAZP.MM) e Lukoil (LKOH.MM).

“Pensiamo che molti titoli russi non riflettano adeguatamente i prezzi delle materie prime (al cuore del loro business)”, ha detto il gestore.

Raiffeisen - che preferisce energia e materiali industriali e usa i metalli preziosi come copertura - prevede per le quotazioni delle commodity un movimento laterale l‘anno prossimo.

Ma, “molti titoli legati alle materie prime possono ancora chiudere il divario con questi prezzi”.

L‘investimento più corposo in Est Europa è attualmente rappresentato da un‘istituto di credito, anch‘esso russo, Sberbank SBER03.MM. Quello finanziario per il resto è il settore che piace di meno, soprattutto nell‘area euro, “dove apparentemente il rischio immediato prezzato è il più elevato”, con una concessione ai finanziari più diversificati come Legal & General (LGEN.L).

“I bancari non hanno brillato da nessuna parte ma negli Stati Uniti almeno pochi soldi si sono riusciti a fare, in Europa si è perso in termini assoluti”, fa notare Kotzegger.

Proprio le tensioni sui debiti sovrani, riesplose questo autunno con la crisi irlandese, hanno riacceso i riflettori sulla fragilità delle banche dell‘Eurozona.

“Se si guarda alle ultime settimane, la crisi debitoria ha contagiato molto poco il mercato azionario con ripercussioni solo sulle banche di Eurolandia”, sottolinea.

DIFENSIVI CON TELEFONICHE, NESTLE’, ALLA LARGA DA PHARMA

Quando si tratta di essere difensivi Raiffeisen preferisce i telefonici ai farmaceutici per ragioni valutative. Di recente, volendo aggiungere qualche titolo difensivo in portafoglio, il gestore ha scelto NESTLE NESN.VX, “diventata nella scorsa settimana la maggiore posizione nel nostro portafoglio europeo”.

Tra le scommesse più di lungo periodo della casa austriaca, Kotzegger cita la società di trasporti danese AP MOELLER MAERSK (MAERSKb.CO). “L‘abbiamo comprata nel 2008 quando era molto a sconto e da allora il titolo ha più che raddoppiato, continuiamo a tenerlo in portafoglio”. Più recente l‘ingresso in BP (BP.L), acquistata dopo il disastro petrolifero nel Golfo del Messico, quando il titolo secondo Kotzegger era sceso a quotazioni da saldo. “Scommettiamo sempre su un eccesso di pessimismo, il mercato ha la memoria corta e oggi nessuno ne parla più”.

In portafoglio ci sono anche la spagnola Repsol (REP.MC) e l‘austriaca OMV (OMVV.VI), “a nostro avviso gli energetici più a buon mercato” in questo momento.

SCADENZE SEMPRE PIÙ BREVI, ORA ANCHE NEL DEBITO EMERGENTE

La duration dell‘investimento obbligazionario si è accorciata progressivamente nel corso di quest‘anno sui mercati sviluppati, movimento che il gestore austriaco sta iniziando a replicare adesso anche sul debito dei paesi emergenti, complice il rinvogorirsi delle aspettative di inflazione. Nonostante gli “spread” più elevati inoltre, Kotzegger continua a preferire emissioni societarie “investment grade”, “high yield” ed emergenti ai governativi periferici dell‘area euro, da cui è uscito la scorsa primavera.

“Siamo lontani dalle pressioni inflazionistiche come vengono comunemente misurate (Cpi, ecc.) ma il quadro sta diventando asimmetrico, i rendimenti sono molto bassi lungo tutta la curva e questo significa che l‘inflazione è prezzata”, ha detto il gestore. “Oltre a questo, in Europa qualcuno prima o poi dovrà pagare”, ha aggiunto, riferendosi all‘espansione dei bilanci pubblici dei paesi dell‘area. “Non ci saranno pressioni inflazionistiche in Europa l‘anno prossimo e, quando ci saranno, vorrà dire che i problemi maggiori saranno alle nostre spalle”.

Kotzegger non è sicuro “che Treasuries e Bund saranno gli investimenti meno rischiosi in futuro”; anzi, è scettico sul debito tout court. “Penso che la crisi del credito internazionale e l‘attuale crisi debitoria europea ci abbia mostrato che le azioni non sono per definizione il gioco rischioso e le obbligazioni per definizione il gioco senza rischi”.

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