Fondi, Sectoral (healthcare) punta su biotech ed emergenti

martedì 16 novembre 2010 14:28
 

MILANO, 16 novembre (Reuters) - Sectoral Asset Management, gestore azionario specializzato in healthcare, vede grandi prospettive di crescita dei titoli delle società del settore, in particolar modo chi opera nel biotech, e guarda con interesse agli sviluppi nei Paesi emergenti.

E' quanto ha detto, in un'intervista a Reuters, Jérome Pfund, chief executive officer di Sectoral, società partecipata al 30% da State Street Global Alliance, controllata di State Street (STT.N: Quotazione) focalizzata sulle società di investimento.

Pfund ritiene che lo healthcare abbia prospettive rosee per tre ordini di ragioni. "Il primo", argomenta, "è il trend demografico", ovvero "l'invecchiamento della popolazione". La seconda ragione è "la domanda che viene dagli emergenti: c'è una classe media nei Bric che chiede prodotti per la salute". Il terzo motivo è "la capacità d'innovazione del settore". Inoltre, aggiunge il manager di Sectoral, c'è un'opportunità congiunturale legata alle valutazioni dei titoli.

Sectoral investe in quattro aree: Pharmaceutical, che pesa per il 27% del portafoglio; Biotech (26%); Medtech (27%); Generic (20%). Pfund dice che, in questa fase, l'esposizione è "underweight sui farmaceutici, overweight sugli altri segmenti". Il biotech, in particolare, "ha le migliori prospettive di lungo termine", per via dello sviluppo di prodotti "antitumorali, per l'Hiv, il Parkinson e altre malattie del sistema nervoso".

Dal punto di vista geografico, il 64,5% del portafoglio di Sectoral è concentrato nel Nord America, il 19,4% in Europa e il 12,9% in Asia e resto del mondo. Il peso degli emergenti, però, è destinato a crescere: secondo le previsioni di Ims, la Cina diverrà il maggior mercato di prodotti farmaceutici entro il 2050. In Cina Sectoral non ha investito: "Stiamo guardando. Vogliamo operare lentamente, abbiamo una filosofia di lungo".

Sectoral non ha investito al momento neppure in società italiane: su un panorama di 1.240 quotate a livello mondiale, per una capitalizzazione di 3.080 miliardi di dollari, il gestore investe in 150-200 titoli. "Siamo molto selettivi", spiega Pfund. "Non siamo investiti in Italia non perché valutiamo negativamente le società, ma perché l'imbuto è stretto".

La selettività, secondo Pfund, è alla base anche della scelta di non investire, per ora, nel settore delle cliniche. "Non abbiamo le competenze", dice il manager. "Ma abbiamo cominciato a guardare ad investimenti in Asia, soprattutto Singapore e Thailandia".

Al 30 settembre scorso, i principali investimenti nel portafoglio di Sectoral erano Novartis NOVN.VX (7,8% del portafoglio), Merck (MRK.N: Quotazione) (7,5%), Abbott (ABT.N: Quotazione) (6,6%), Amgen (AMGN.O: Quotazione) (6%) e Roche ROG.VX (5,7%). Gli asset in gestione erano 3,5 miliardi di dollari, con tredici portfolio manager. Nel terzo trimestre, il Sectoral Healthcare Composite ha registrato un rialzo del 9,8%, contro il 9,6% del MSCI World Healthcare Index. Nei dodici mesi al 30 settembre,il portafoglio Sectoral era +9,4% (-0,9% l'indice MSCI World Healthcare).