5 novembre 2010 / 16:12 / 7 anni fa

PUNTO 1 - Fondi Italia, ad ottobre deflussi per 1,3 miliardi

(aggiunge altri dati, commenti)

MILANO, 5 novembre (Reuters) - Ancora un mese di fuga dal risparmio gestito ad ottobre, con il sistema che perde altri 1,266 miliardi di euro, secondo le statistiche preliminari fornite da Assogestioni.

Il bilancio da inizio anno resta positivo per 3,294 miliardi e, nonostante i deflussi, il patrimonio risale a 450,282 da 449.390 miliardi, sostenuto dal buon andamento delle borse.

CROLLO DEI MONETARI, PIACCIONO EMERGENTI

Come a settembre, i riscatti colpiscono prevalentamente i fondi di liquidità, che perdono 2,04 miliardi dopo -1,748 miliardi il mese precedente (-19,696 miliardi da inizio anno).

"Si confermano i trend", sintetizza Attilio Piero Ferrari, amministratore delegato di Arca Sgr. "Il tasso zero ha messo in crisi i monetari. La liquidità va verso altri prodotti a valore aggiunto", soprattutto obbligazioni bancarie.

Aumenta la raccolta degli azionari (+704 milioni, dai 224 milioni di settembre; +859 milioni da inizio anno) e tornano gli afflussi sugli obbligazionari (+146 milioni, da -4 milioni del mese precedente; +16,396 miliardi nei primi dieci mesi).

"C'è una maggiore propensione al rischio", commenta Giulio Casuccio, responsabile gestioni quantitative e ricerca di Fondaco Sgr, che "rispecchia il ritardo con cui i risparmiatori reagiscono ai movimenti del mercato", ovvero il recupero delle borse nei mesi scorsi. Fondaco, però, non ha "una view particolarmente positiva sulle prospettive dell'azionario" e vede prevalere, nel medio termine, incertezza e volatilità.

I paesi emergenti sono la destinazione preferita, sia dei flussi azionari (+481 milioni ad ottobre, +2,896 miliardi da inizio anno), sia di quelli obbligazionari (+213 milioni il mese scorso, +3,976 miliardi da inizio anno).

Questi ultimi sono superati solo dalla raccolta degli obbligazionari europei investment grade (+247 milioni ad ottobre, +3,856 miliardi nei primi dieci mesi) e dagli obbligazionari flessibili (+620 milioni il mese scorso, +9,810 miliardi da inizi anno). Proseguono invece i riscatti sui titoli di stato a breve (-926 milioni ad ottobre, -8,836 miliardi nei primi dieci mesi) e a medio lungo termine (-266 milioni il mese scorso, -508 milioni da inizio anno).

"I Paesi emergenti continuano ad attirare l'attenzione degli investitori", sottolinea Ferrari di Arca.

Il nodo è la disperata ricerca di rendimenti in uno scenario di tassi vicini allo zero, che, pronostica Casuccio di Fondaco, probabilmente si protrarrà "per diversi trimestri".

Del resto "se guardiamo all'economia reale, i numeri sono relativamente deboli" prosegue. "La decisione della Fed di un ulteriore quantitative easing è l'ammissione che quanto fatto sinora non è stato sufficiente".

Il timore, conclude il gestore di Fondaco, è che "l'intervento della Fed possa evitare rischi al ribasso" come double dip e deflazione consentendo di perseguire crescita e contenimento dell'inflazione, "ma non imprimere una spinta significativa all'economia".

Non risollevano la testa i fondi hedge (-225 milioni, da -176 milioni di settembre; -1,524 miliardi nei primi dieci mesi) e restano negativi anche i flessibili (-100 milioni, da -191 milioni del mese precedente; +4,249 miliardi da inizio anno); i bilanciati raccolgono ancora 250 milioni, da +155 milioni del mese precedente (+3,010 miliardi da inizio anno).

Ferrari pone l'accento sui risultati migliori ottenuti dalle reti dei promotori su quelle bancarie, "forse perché hanno maggiore attenzione ai fondi bilanciati azionari e hanno saputo cogliere il trend". Inoltre, secondo l'AD di Arca, "le reti bancarie sono bloccate (dagli obblighi imposti) dalla Mifid".

CONTINUA LA FUGA DAI FONDI DI DIRITTO ITALIANO

L'emorragia continua a essere prerogativa dei gruppi italiani, che perdono 1,072 miliardi (-4,896 miliardi nei primi dieci mesi), mentre quelli esteri vedono deflussi limitati a 194 milioni (+8,19 miliardi da inizio anno).

Da notare la prosecuzione del tracollo dei fondi di diritto italiano: -2,489 miliardi ad ottobre, -17,618 miliardi da inizio anno. Positivi, al contrario, i fondi di diritto estero: +1,224 miliardi il mese scorso, +20,912 miliardi nei primi dieci mesi.

Un trend che rischia di essere aggravato dall'entrata in vigore, l'anno prossimo della direttiva Ucits IV. "Il passaporto europeo provocherà una concorrenza ancora più spinta", dice Ferrari di Arca. "Se le autorità di governo non troveranno il tempo di sistemare la normativa sui fondi di diritto italiano, il mercato sarà segmentato".

Ucits IV, nota Casuccio di Fondaco, da un lato, "è un vantaggio, perché la sgr italiana non avrà più bisogno di creare una società lussemburghese", ma, dall'altro lato, "non si vede il motivo per cui una sgr italiana dovrà creare fondi di diritto italiano". Inoltre, conclude Casucco, "nell'ottica dell'investitore, il controllo sui prodotti rischia di essere meno efficace rispetto a quello di Bankitalia".

Il risultato definitivo di raccolta sarà reso noto nella pubblicazione trimestrale denominata Mappa del Risparmio Gestito.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below