PORTAFOGLI- Bond emergenti valida alternativa a debito Occidente

mercoledì 29 settembre 2010 15:51
 

MILANO, 29 settembre (Reuters) - I gestori italiani sono unanimi nel considerare il debito dei Paesi emergenti un'alternativa valida ai bond degli emittenti sviluppati.

E' questa l'opinione degli otto gestori italiani sentiti a settembre nel sondaggio mensile Reuters Lipper.

"Il debito dei Paesi emergenti è un tipo di investimento più rischioso e meno liquido, nel quale entriamo attraverso fondi e non direttamente, ma è interessante", argomenta Francesco Fonzi, senior portfolio manager italiano di Credit Suisse.

"In un mondo che cresce poco, che ha bassi rendimenti e volatilità contenuta, i prodotti a spread, siano corporate o bond emergenti, sono interessanti", concorda Sergio Bertoncini, strategist di Amundi in Italia.

Fonzi sottolinea che "lo spread (dei bond emergenti) rispetto al debito dei Paesi sviluppati è nell'ordine di trecento punti base, quindi c'è spazio per lucrare. E poi, molti hanno un surplus nella bilancia commerciale e, quindi, tendono ad avere pressione sulle divise".

Bertoncini di Amundi pone l'accento sui fondamentali economici, che continuano "a privilegiare le aree emergenti. In Cina, per esempio, ci aspettiamo un rallentamento pilotato. I fattori tecnici sono favorevoli ai prodotti a spread, perché i rendimenti dei bond governativi dell'area core della zona euro sono bassi e la liquidità immessa è ampia. E i tassi non saliranno per diverso tempo".

Il commento e le tabelle del sondaggio di Asset allocation in Italia per settembre sarà pubblicato da Reuters domani alle ore 15.