UniCredit, al vaglio abbinata Ceo/DG per il dopo Profumo - fonti

venerdì 24 settembre 2010 18:40
 

MILANO, 24 settembre (Reuters) - La ricerca del successore di Alessandro Profumo alla guida operativa di UniCredit (CRDI.MI: Quotazione) prosegue focalizzandosi non soltanto sui nomi dei possibili candidati ma anche, se non soprattutto, sul modello di governance che la banca vorrà adottare per il futuro.

Una delle ipotesi di governance sul tavolo sarebbe infatti quella di affiancare al nuovo Ceo un direttore generale che ne limiterebbe il raggio d'azione. Soluzione questa che verrebbe incontro alla necessità espressa dalle fondazioni di non avere un solo uomo con pieni poteri alla guida della banca - come avvenuto con Profumo - e che sarebbe gradita anche a Bankitalia.

La scelta e il profilo del successore di Profumo - le cui deleghe oggi sono affidate al presidente Dieter Rampl - sono quindi legati a doppio filo anche all'adozione o meno di questo modello di governance.

"La soluzione di affiancare al Ceo un direttore generale consentirebbe una gestione più fluida dell'azienda e potrebbe essere gradita anche a Bankitalia. E' un'ipotesi plausibile", spiega una fonte vicina alla situazione.

Sembra prematuro parlare di nomi in questa fase anche se per alcuni quotidiani Andrea Orcel sarebbe in pole position anche alla luce dell'incontro avuto ieri con Fabrizio Palenzona e Paolo Biasi, rappresentanti rispettivamente di Fondazione Crt e Fondazione Cariverona, i due più grandi soci italiani di UniCredit.

Giovedì 30 settembre è in agenda un Cda della banca a Varsavia. Non è chiaro se si riuscirà ad arrivare per quella data con un nome o una shortlist di nomi da sottoporre al vaglio del consiglio, spiega la prima fonte. La banca pur avendo ben presente la necessità di colmare al più presto la vacatio - necessità sollevata anche da Bankitalia -, privilegia però l'attenzione alla qualità della scelta.

ORCEL DATO IN POLE, RUMORS SU ARPE, PRO E CONTRO DI ENTRAMBI

A favore del banchiere di BofA-Merrill Lynch - spiega una seconda fonte - gioca sicuramente la sua riconosciuta competenza ed esperienza, mentre non appare il profilo più adatto se si pensa alla necessità di dover gestire da un punto di vista "politico" le complesse istanze incrociate del variegato azionariato della banca.   Continua...