23 settembre 2010 / 13:44 / 7 anni fa

PUNTO 2 - Unicredit, comitati avviano discussioni su nuovo AD

(aggiunge dal quarto paragrafo dettagli, background)

MILANO, 23 settembre (Reuters) - L'era post Profumo è cominciata ufficialmente oggi a UniCredit (CRDI.MI) con le riunioni di tre comitati - strategico, governance e remunerazioni - che hanno discusso del profilo del suo successore.

Lo dicono due fonti vicine alla situazione, una delle quali sottolinea che al momento non c'è una rosa di nomi di potenziali candidati sul tavolo ed è poco probabile che si possa arrivare al Cda del 30 settembre a Varsavia con un nome.

"Si è parlato del profilo del successore di Profumo. Si cerca un manager con grandi competenze in grande di gestire una macchina complessa, con una provata credibilità e un'adeguata esperienza sul piano nazionale e internazionale", dice la seconda fonte.

Al termine delle riunioni, durante cirac quattro ore, Luigi Castelletti, vicepresidente di UniCredit e rappresentante di Fondazione Cariverona, si è limitato a dire: "Tutto tranquillo", senza aggiungere altro.

Fabrizio Palenzona in mattinata aveva invece rimandato al presidente Dieter Rampl per qualsiasi dichiarazione sulla vicenda. "Chieda al presidente, parla il presidente", ha detto a Reuters rispondendo alla domanda se vi sia già una shortlist di nomi per il sostituto di Alessandro Profumo e se se ne sarebbe parlato oggi.

Poco dopo mezzogiorno Palenzona si è recato nella sede di Mediobanca (MDBI.MI) dove ha incontrato il presidente Renato Pagliaro, intrattenendosi per circa un'ora.

SCELTE AD SOTTO MONITORAGGIO DI TANTI INTERLOCUTORI

Le mosse del vertice per la scelta del nuovo Ad, cui spetterà la direzione di una banca presente in oltre 20 Paesi, sono monitorate con la massima attenzione da una serie di interlocutori.

A partire dai dipendenti, fra cui qualcuno si spinge a ipotizzare che il presidente propenda per un profilo non fortissimo in modo da poter far sentire il suo peso nella gestione. Oggi le organizzazioni sindacali, in una nota congiunta, hanno definito "irresponsabile" la decisione che ha portato all'addio di Profumo senza la contestuale designazione di un successore.

Il mercato ha penalizzato l'incertezza sulla guida della prima banca italiana con un ribasso del titolo del 6% in due sedute (oggi ha recuperato un marginale 0,44%).

Viene poi Banca d'Italia che in una lettera all'istituto chiede chiarezza sui tempi e ricorda che il presidente deve avere un ruolo non esecutivo e solo in casi eccezionali può avere deleghe gestionali.

Quarti ma non ultimi i membri del consiglio che, dopo aver deciso quasi all'unanimità di chiudere l'era Profumo, cercheranno una soluzione che soddisfi le loro esigenze. Un consiglio in cui sono rappresentati azionisti molto diversi: dalle fondazioni nostrane, ai soci libici e mediorientali, ai tedeschi.

Nel mondo delle fondazioni si comincia peraltro a vedere qualche presa di distanza dalla decisione del Cda di martedì. Due membri del consiglio generale della Fondazione Manodori hanno chiesto una convocazione urgente del consiglio, in polemica con il voto espresso nel board di UniCredit dal loro rappresentante Donato Fontanesi, secondo quanto riporta Il Resto del Carlino. E anche in altre fondazioni minori ci sarebbero delle polemiche in corso su una decisione ritenuta "troppo avventata", spiega una terza fonte vicina alla situazione.

Difficile per chiunque, dunque, comporre un puzzle così complesso. Per questo le dichiarazioni sul futuro capo azienda di Unicredit sono improntate alla massima prudenza.

Rampl ha affermato che si guarda sia dentro sia fuori l'istituto, che sarà "questione di settimane" e che l'interim sarà "così breve che non ci saranno problemi, certo un tempo più lungo non sarebbe accettabile".

Anche la stampa si è limitata a una serie di nomi di manager di alto profilo, senza sbilanciarsi con convinzione su nessuno. Uno di questi è Claudio Costamagna - ex Goldman Sachs (GS.N) oggi presidente di CC & Soci - che oggi ha definito "infondate" le voci su una sua candidatura e ha affermato che quello dell'amministratore delegato non è il suo mestiere nè è interessato.

Per la successione di Profumo la preferenza di Costamagna va a un manager interno alla banca. "Ne hanno quattro - ha detto riferendosi ai deputy ceo - e tutti e quattro sono molto bravi".

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