SCHEDA - Ue, come funzionerà nuova Vigilanza sulla finanza

mercoledì 22 settembre 2010 17:17
 

 BRUXELLES, 22 settembre (Reuters) - Il Parlamento ha dato
oggi il suo via libera alla creazione delle nuove autorità di
vigilanza finanziaria a livello europeo, eliminando l'ultimo
ostacolo all'inizio dell'operatività , l'1 gennaio 2011, delle
authority.
 COSA E' STATO DECISO?
 Le tre agenzie vigileranno su banche, mercati e settore
assicurativo e raccoglieranno il testimone dai comitati di
Lamfalussy che si occupavano degli stessi settori. Le tre nuove
authority di chiameranno European Banking Authority (Eba), con
sede a Londra, European Securities Markets Authority (Esma), a
Parigi, e European Insurance and Occupational Pensions Authority
(Eiopa), a Francoforte.
 Verrà inoltre creato uno European Systemic Risk Board (Esrb)
che si appoggerà alla Bce e che si occuperà della vigilanza
macroprudenziale sul sistema europeo.
 QUANTO POTERE AVRANNO?
 Inizialmente i loro poteri saranno ristretti, ma in alcune
circostanze potranno imporre decisioni alle autorità nazionali e
avranno l'ultima parola nel caso di una diatriba tra le autorità
nazionali di due paesi diversi dell'Ue. 
 I paesi potranno, comunque, far valere una clausola di
salvaguardia fiscale che permetterà chiedere un parere
vincolante del consiglio europeo su un'eventuale decisione delle
autorità di vigilanza Ue che avesse un impatto "consistente" e
"materiale" sul bilancio del paese membro.
 Le nuove autorità dovrebbero comunque assumere maggiori
poteri mano a mano che Bruxelles darà corpo alla sua riforma dei
servizi finanziari. Ad esempio la Commissione ha proposto di
dare alle autorità il potere di imporre lo stop alle vendite
allo scoperto.
 QUANDO POTRANNO AGIRE?
 Si è previsto che le tre agenzie possano intervenire in caso
di infrazione delle regole Ue oppure che ordinino alle autorità
nazionali di intervenire in caso di emergenza. La loro
competenza dovrebbe essere ampliata via via che entreranno in
vigore le nuove leggi sulla finanza.
 Sono le stesse autorità che fisseranno i regolamenti di
attuazione e, tra altre cose, è previsto anche che possano
imporre ai regolatori nazionali come trattare singole banche.
L'autorità di mercato potrà anche mettere al bando prodotti o
scambi che considera rischiosi.
 C'E SOSTEGNO POLITICO ALLE NUOVE AGENZIE?
 L'idea delle nuove autorità ha trovato forte opposizione e
nel pieno della crisi i singoli stati si sono mossi per conto
loro.
 Soprattutto la Germania (che ha irritato tutti con
l'iniziativa non preannunciata contro le vendite allo scoperto)
e la Gran Bretagna si sono mostrate riluttanti a cedere potere a
organismi sovranazionali ed è presumibile che il rischio di
incorrere in un veto politico scoraggi le agenzie
dall'intromettersi nella regolamentazione delle banche di quei
paesi.
 Ancora più debole la posizione dello stability board, dato
che non ha poteri legali e per scoraggiare i comportamenti
rischiosi dovrà limitarsi a fare nomi e stigmatizzare i
colpevoli.
 Per questo avrà a disposizione vari gradi di avvertimento,
colorati diversamente a secondo dell'urgenza: ma una fonte
vicina all'autorità ritiene che il board sarà riluttante a
rendere pubbliche le sue preoccupazioni per paura di innervosire
i mercati.
 Quindi se un paese ha troppo indebitamento o rischia una
bolla immobiliare sarà il più delle volte "avvertito" a porte
chiuse.
 
 SIAMO DAVANTI ALLE PRIMA FASI DI UNA SEC ALL'EUROPEA?
 Gli esperti di cose europee chiamano "storica" l'istituzione
di queste autorità, ma per competenza e potere non siamo ancora
davanti a una versione della Sec.
 Handicap più importante à in questo caso la mancanza di
risorse, frutto della resistenza degli stati nazionali a cedere
potere.
 Ognuna delle agenzie avrà circa 70 dipendenti, che in tre
anni dovrebbero diventare 100, numero comunque lontanissimo dai
3.500 della Fsa britannica.
 Per di più le autorità daranno dominate dai supervisori
nazionali che avranno voce in capitolo nelle loro decisioni e
forniranno il 60% circa dei fondi.