Fondi globali luglio riducono esposizione equity - sondaggio

giovedì 29 luglio 2010 17:13
 

MILANO, 29 luglio (Reuters) - Si muovono ancora con cautela i principali asset manager globali a luglio, anche se la ricerca di rendimenti ne orienta alcuni verso il debito corporate di alta qualità. Lo rivela un sondaggio di Reuters presso 51 case di investimenti di primo piano fra Stati Uniti, Gran Bretagna, Europa continentale e Giappone.

Emerge una tendenza a limitare l'esposizione sull'azionario a favore di liquidità e obbligazioni. L'equity scende al 50,6% del portafoglio medio, da 51,8% di giugno, i bond salgono al 36,0% da 35,1% e il cash è ritoccato al 5,8% dal 5,2%.

Sebbene le variazioni possano essere influenzate da modifiche nella composizione del campione, emergono chiare indicazioni che la passione per il rischio non si accende, a dispetto dei progressi compiuti nella risoluzione dei problemi europei sul debito pubblico e i segnali che l'economia del Vecchio Continente potrebbe essere più robusta di quanto si pensasse fino a poche settimane fa.

MENO OTTIMISMO SU AMERICA, MA NON DOUBLE-DIP

E' il rallentamento della macchina americana a diffondere incertezza sulle prospettive dell'economia globale.

"I timori sulla crisi della zona euro sembrano dissipati, ma ci sono ancora molti segnali d'allarme accesi", dice Mauro Ratto, capo dell'investment management di Europa e Asia di Pioneer a Dublino.

Gli investitori non pensano però, almeno per ora, a un'inversione di tendenza verso la decrescita. Lo rivela la domanda di debito corporate, che implica almeno una parziale fiducia sullo stato delle finanze aziendali a livello globale. L'esposizione ai bond investment grade sale al 22,6% a luglio, rispetto al 19,7% di giugno. Il debito high yield resta però meno gradito.

David Joy, chief market strategist di Columbia Management Investments, ipotizza che gli investitori vedano uno scenario di rallentamento senza arrivare a una nuova recessione, e considerino gli asset-rifugio tradizionali sopravvalutati. "Non ci aspettiamo una recessione 'double dip'. Quindi non vediamo molto valore nei Treasuries a queste valutazioni", dice.   Continua...