27 luglio 2010 / 15:00 / 7 anni fa

PUNTO 2- Mediolanum, utile -21% in sem1, masse amministrate +30%

(aggiunge commenti in conference call)

MILANO, 27 luglio (Reuters) - Mediolanum MED.MI ha chiuso il primo semestre con un utile netto di 85 milioni, in calo del 21% rispetto ad un anno prima e lievemente inferiore alle stime Thomson Reuters/Ibes, pari a 88 milioni.

Le masse amministrate, si legge in un comunicato del gruppo finanziario, sono aumentate del 7% dall‘inizio dell‘anno e del 30% rispetto al 30 giugno 2009, fino al valore di 43 miliardi di euro. La raccolta netta è cresciuta del 24% rispetto al primo semestre 2009, fino a 2,617 miliardi.

Mediolanum attribuisce la contrazione dei margini “alla riduzione dei tassi Euribor” e alla “crisi di fiducia che ha investito i titoli governativi periferici europei”.

“Il consistente incremento del business”, si legge ancora nella nota, ha “parzialmente compensato l‘impatto negativo”.

Per quanto riguarda Banca Mediolanum, la raccolta netta sale a 2,18 miliardi di euro, in rialzo del 9% rispetto al primo semestre 2009, mentre la base clienti è cresciuta dell‘1%.

Banca Esperia vede l‘utile netto in calo del 22%, a 1,2 milioni, ma le masse amministrate in crescita dell‘8% dal 31 dicembre e del 40% dal 30 giugno 2009, a raggiungere 12 miliardi di euro (6 miliardi la quota Mediolanum).

DUBBI SU COSTITUZIONALITA’ TASSA IN MANOVRA

“Le cose stanno andando come ci attendevamo”, ha commentato il presidente e amministratore delegato, Ennio Doris, aprendo la conference call di presentazione dei risultati. “Siamo soddisfatti, tutto ciò che avevamo annunciato ad inizio anno si è verificato. Le nostre prospettive per il prossimo futuro” sono positive, grazie al “trend di risalita dei tassi d‘interesse” e al “possibile recupero del fair value”.

Ennio Doris, inoltre, ha fatto riferimento alla parte della manovra correttiva che colpisce le compagnie di assicurazione: “Stiamo lavorando per spostare parte degli asset Vita ad altre forme d‘investimento per mitigare l‘impatto della nuova tassa”, che prevede che la variazione delle riserve obbligatore per il ramo vita concorra in parte al reddito imponibile. L‘AD ha aggiunto che gli accantonamenti fatti in via prudenziale in vista dell‘introduzione dell‘imposta “hanno inciso in modo significativo sul tax rate del secondo trimestre”.

Massimo Doris, direttore generale di Mediolanum, ha poi precisato che, “innanzitutto, bisognerà vedere se la nuova tassa verrà confermata perché potrebbe essere incostituzionale”; in ogni caso, “penso che recuperemo questa tassa entro fine anno, con o senza cambiamenti alla manovra”, aggiungendo che l‘aggravio per il gruppo ammonta a circa 4 milioni.

Massimo Doris ha evidenziato che “sta già avvenendo lo spostamento” di asset dai conti correnti Freedom, che hanno margini bassi, a prodotti strutturati e fondi.

Infine, interpellato sui risultati degli stress test, Massimo Doris, dopo aver precisato di “non aver calcolato il Tier 1 a fine giugno” (a fine 2009 era pari al 12%), ha affermato di “non avere problemi sul debito”. Ennio Doris ha aggiunto: “Siamo super-capitalizzati”.

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