Private equity, -59% operazioni in Italia in 2009 - studio

mercoledì 7 luglio 2010 15:54
 

MILANO, 7 luglio (Reuters) - L'industria del private equity italiano ha registrato un tracollo nel 2009, ma quest'anno si riscontrano segnali positivi, sebbene non si possa parlare di inversione di tendenza.

E' quanto emerge da uno studio del Laboratorio Private Equity della Sda Bocconi.

Il numero di operazioni è sceso a 65 da 159 (-59%), mentre il controvalore è precipitato a 3,615 da 17,326 miliardi (-79%).

Particolarmente accentuata la flessione dei leveraged buyout (Lbo): l'enterprise value delle operazioni è calato a 3,047 da 14,682 miliardi.

Le altre tipologie di deal, che lo studio calcola in termini di equity value, hanno visto il controvalore scendere a 569 milioni da 2,644 miliardi del 2008.

In controtendenza le operazioni di early stage, balzate dell'88% in termini di numero.

In calo, per effetto della contrazione della leva, i prezzi, che si attestano a poco più di sei volte l'Ebitda.

"Scompaiono le grandi operazioni, diminuiscono drasticamente gli Lbo e aumenta l'interesse verso le Pmi, anche nel segmento degli early stage", commenta Valter Conca, responsabile del Laboratorio. "Il momento di discontinuità è evidenziato dalla durata media delle partecipazioni in portafoglio da oltre sei anni, che mostra un ingessamento strutturale non semplice da risolvere".

Guardando ai disinvestimenti, i write-off hanno pesato per il 24,3%, un dato che lo studio considera "probabilmente sottostimato".

"Nel 2010", sostiene Conca, "alcuni segnali positivi si riscontrano sul fronte dell'acquisition financing. Si rileva una maggiore propensione delle banche ad offrire debito secondo livelli di leva aumentati (attorno a 4-4,5 volte l'Ebitda), sebbene a condizioni ancora poco favorevoli (375-450 punti base sopra l'Euribor)".

Lo studio è stato realizzato in collaborazione con Alvarez&Marsal, Barclays PE, Di Tanno & Associati, Marena Castorino D'Angelo & Fagotto, Iniziativa Advisors e Korn Ferry International.