31 maggio 2010 / 13:02 / 7 anni fa

ASSET ALLOCATION ITALIA - Sondaggio Reuters Lipper maggio 2010

* Conferma peso equity, ma si sposta da zona euro a Usa

* Ridimensionato peso bond zona euro

* Aumenta gradimento settori ciclici, non per bancari

MILANO, 31 maggio (Reuters) - I portafogli dei gestori reagiscono alla crisi della zona euro con uno spostamento - sia per l'equity che per i bond - verso i titoli di altri mercati. La crisi dei conti pubblici non ha però intaccato la fiducia nella ripresa economica globale, ancorata ai buoni fondamentali dell'economia reale.

Sono queste alcune delle tendenze emerse per maggio 2010 dal consueto sondaggio che Reuters-Lipper conduce fra otto gestori di primo piano in Italia.

Confermato il peso dell'allocazione azionaria al 48,0% in media, mentre la mediana mostra un ritocco in positivo a 47,0 da 46,5%. Scende di circa un punto e mezzo percentuale il peso dell'equity della zona euro, sia a livello di media che di mediana, compensato principalmente da un aumento del peso del Nord America. Invariato al 43,75% il peso medio dell'obbligazionaria, che però evidenzia un calo, dal 47,5% al 46,0%, a livello di mediana.

Nessun gestore ha in programma una riduzione del peso dell'equity. Un risultato che trova conferma nelle parole di Alessandro De Carli, responsabile dei fondi quantitativi di Eurizon. "Consolidamento della ripresa - soprattutto negli Stati Uniti - crescita degli utili societari e valutazioni contenute dopo l'ultima discesa dei mercati sono tre elementi per rimanere positivi sull'equity", spiega De Carli.

Della stessa idea Sergio Bertoncini, strategist di Amundi: "I fondamentali mostrano segnali positivi. Negli Usa abbiamo dati sorprendenti sull'occupazione, con revisioni al rialzo anche dei dati precedenti e i consumi sono andati bene nel primo trimestre".

Sul versante micro, prosegue Bertoncini, "va anche meglio: si è visto un miglioramento consistente del fatturato, le sorprese positive sono fortemente in crescita. Per le imprese europee cominciano gli effetti positivi non solo del ritorno alla crescita, ma anche del calo dell'euro".

Il deprezzamento della moneta unica nei prossimi trimestri potrebbe offrire secondo Bertoncini "un bilanciamento degli effetti del drenaggio di liquidità e delle misure di austerità", ma la domanda interna continuerà a soffrire, "visto che non c'è ancora il recupero dell'occupazione visto negli Usa".

Concorda De Carli, secondo cui "la risalita dei tassi è stata procrastinata dalla vicenda europea, la stretta fiscale dovrà essere controbilanciata a livello monetario". In prospettiva, visto anche che "c'è meno inflazione di quello che si pensava", per il gestore "le banche centrali occidentali terranno i tassi sui bassi livelli attuali per un periodo più lungo del previsto".

Nell'immediato, precisa ancora Bertoncini, pesa l'incertezza a livello politico, "in attesa di segnali più coordinati e di capire l'impatto delle politiche fiscali sulla crescita. Ci aspettiamo ancora volatilità nei mercati in Europa".

CAUTI SU BOND ZONA EURO, SELETTIVI SUI SETTORI

Nei portafogli dei gestori c'è meno debito pubblico della zona euro, in lieve aumento il peso di quello di altre aree geografiche, stabile il debito corporate. Eurizon conferma il "moderato sottopeso sul debito pubblico della zona euro in generale", ma resta più lunga su quello di Italia e Germania.

Torna a crescere l'interesse per i bond corporate, che "nelle ultime settimane hanno subito un allargamento degli spread", spiega Bertoncini. E se i valori "non sono paragonabili al dopo-Lehman", le aziende oggi "hanno ridotto il debito, aumentato la liquidità, gli utili stanno rimbalzando, sono visti come un'asset class meno rischiosa rispetto all'azionario e - per alcuni paesi - al debito sovrano".

Sui comparti si osserva una certa prudenza. Amundi ha ridotto il sovrappeso sui settori ciclici, dice Bertoncini, facendo "scelte più difensive vista la correzione forte". Eurizon conferma il sovrappeso sulle tlc, "per le valutazioni interessanti e perché è un comparto difensivo, ad alto flusso di cassa", spiega De Carli.

A Eurizon continua a piacere anche il settore IT, "secondo noi quello che meglio coglie il ciclo globale di investimento, soprattutto nei mercati emergenti", racconta De Carli, che conferma anche il gradimento per l'energia, "perché le valutazioni attuali non hanno seguito in toto l'apprezzamento del prezzo del petrolio". Gli effetti delle dinamiche valutarie, per De Carli fanno sì che in Europa "alcuni indici, come quelli sbilanciati verso l'export e l'industria, possono beneficiare dell'euro debole".

Per la tabella riassuntiva delle risposte fare doppio click su [ID:nLDE64Q18C].

La versione integrale di questa e altre ricerche sul sito www.lipperweb.com

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