PORTAFOGLI -Fondi tornano verso rischio,non amano Europa-Bofa ML

martedì 16 marzo 2010 15:31
 

LONDRA, 16 marzo (Reuters) - L'interesse per il rischio tra i gestori è cresciuto nell'ultimo mese, insieme alla tendenza a mettere la liquidità all'opera e ad arricchire i portafogli di equity, secondo il sondaggio realizzato da Bank of America-Merrill Lynch presso oltre 200 fund manager globali che gestiscono quasi 600 miliardi di dollari. Le risposte dei gestori evidenziano anche una scarsa preoccupazione per il rischio inflazionistico nelle economie mature e la convinzione generale che i paesi industrializzati non alzeranno i tassi ancora per un certo lasso temporale.

Il quadro generale sembra decisamente ottimistico sul livello corporate e microeconomico, molto meno su quello macro. Tra i fund manager europei, quelli che si aspettano una crescita della propria economia sono scesi al 45%, quando erano il 72% a gennaio.

Il 46% netto dei rispondenti, rivela BofA Merrill, sono sovrappesati sull'azionario, contro il 33% di febbraio - la percentuale "netta" è calcolata come totale dei sovrappesati meno quello dei sottopesati.

Gli asset europei sono meno popolari, un segno dell'attenzione rivolta alla crisi del debito in Grecia.

"A livello geografico c'è un allontanamento molto chiaro dall'Europa e verso gli Usa", dice Gary Baker, capo dell'equity strategy della banca per il Vecchio continente. Il 21% netto dei rispondenti è sottopesato sull'azionario europeo, rispetto all'11% di febbraio a il 2% di gennaio.

Il fatto che per la prima volta dal luglio 2008 i gestori siano anche in sovrappeso netto sul Giappone, osserva Baker, sembra però indicare che sia in atto un movimento "anti-Europa", più che "pro-Usa" o "pro-Giappone".

Tre quarti dei rispondenti comunque non credono al default della Grecia e indicano come probabile esito della crisi un salvataggio da parte Ue (52%) o la capacità di Atene di tirarsi fuori dai problemi autonomamente (24%).

La percentuale netta di coloro che si aspettano un incremento dell'inflazione nei mercati "core" nel prossimo anno è scesa da 61 a 34 in due mesi, aggiunge il sondaggio.

Forse come risultato di questa percezione, le attese indicano un rialzo dei tassi come un'ipotesi ancora molto remota. Circa un terzo dei partecipanti pensa che la Fed possa intervenire sulla liquidità nell'ultimo trimestre del 2010, quasi il 40% invece non vede cambiamenti fino al 2011. In Europa, per contro, è la maggioranza dei gestori a non vedere rialzi dei tassi fino al prossimo anno.