February 26, 2010 / 11:55 AM / 7 years ago

PORTAFOGLI-Equity Europa, gestori divisi su effetti crisi debito

4 IN. DI LETTURA

* Metà dei gestori pensa a ridurre peso equity europeo su crisi debito periferia zona euro

* Altra metà vede opportunità per acquisti convenienti

* Debolezza euro può accrescere competitività azionario

MILANO, 26 febbraio (Reuters) - La debolezza delle borse europee e della moneta unica, appesantite dalla crisi del debito in Grecia e in altre economie periferiche della zona euro, sembra generare nei gestori italiani visioni contrastanti circa l'appetibilità dell'equity europeo.

Rispondendo al consueto sondaggio mensile Lipper-Reuters, le otto primarie sgr partecipanti all'indagine si rivelano divise esattamente a metà fra quelle che pensano di abbassare il peso dell'azionario continentale e quelle che invece considerano quello attuale un momento conveniente per arrotondare su questa asset class, nella convinzione che la crisi troverà soluzione in tempi non lunghi.

"Noi abbiamo spostato un punto dall'equity europeo a quello americano", commenta Sergio Bertoncini, strategist di Credit Agricole. "Le valutazioni dell'Europa rimangono attraenti rispetto agli Usa, ma la recente volatilità sui mercati ha impattato in termini di beta sull'Europa".

Le tensioni provenienti dallo stato dei conti pubblici nei paesi periferici della zona euro, spiega Bertoncini, sono solo uno dei numerosi fattori che vanno ad acuire una tendenza già emergente sulle borse del vecchio continente.

"Al di là dei periferici, i listini europei hanno un beta tendenzialmente più alto di quello Usa. C'è il rischio sovrano, ma anche le strette al credito in Cina e le incertezze relative alla regolamentaizone sulle banche, tutte concause di questa tendenza".

Concordano in parte le considerazioni di Alessandro De Carli, responsabile dei fondi quantitativi di Eurizon. "Vediamo un euro sopravvalutato rispetto al dollaro", conferma il gestore, "sia perché la Grecia tende a minare un po' la crescita in Europa - e inevitabilmente questo terrà debole l'euro - sia perché ultimamente le notizie sull'economia Usa sono più positive di quelle sull'economia europea. Gli Stati Uniti sembrano avere accelerato di più. In generale l'economia americana tende sempre ad anticipare Europa e Giappone".

Tuttavia, secondo Eurizon, ciò non deve necessariamente portare alla decisione di un ridimensionamento del peso dell'equity europeo. Al di là di un quadro macroeconomico generalmente debole, infatti, le dinamiche valutarie innescate dalla situazione attuale possono generare effetti positivi a livello di competitività del tessuto economico - e da lì, trasmettere benefici alle prospettive dell'azionario.

"Noi non abbassiamo il peso dell'equity della zona euro", spiega De Carli. "Se vale il ragionamento per cui il rischio legato alla Grecia e alle altre economie periferiche trascina al ribasso l'euro, una moneta unica debole è un fattore positivo per i mercati azionari. Un euro debole, a livello aggregato, potrebbe favorire l'economia europea relativamente alla competitività".

Il sondaggio mensile di asset allocation in Italia curato da Reuters Lipper sarà inviato in rete alle 15 di oggi.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below