PORTAFOGLI-Equity Europa, gestori divisi su effetti crisi debito

venerdì 26 febbraio 2010 12:52
 

* Metà dei gestori pensa a ridurre peso equity europeo su crisi debito periferia zona euro

* Altra metà vede opportunità per acquisti convenienti

* Debolezza euro può accrescere competitività azionario

MILANO, 26 febbraio (Reuters) - La debolezza delle borse europee e della moneta unica, appesantite dalla crisi del debito in Grecia e in altre economie periferiche della zona euro, sembra generare nei gestori italiani visioni contrastanti circa l'appetibilità dell'equity europeo.

Rispondendo al consueto sondaggio mensile Lipper-Reuters, le otto primarie sgr partecipanti all'indagine si rivelano divise esattamente a metà fra quelle che pensano di abbassare il peso dell'azionario continentale e quelle che invece considerano quello attuale un momento conveniente per arrotondare su questa asset class, nella convinzione che la crisi troverà soluzione in tempi non lunghi.

"Noi abbiamo spostato un punto dall'equity europeo a quello americano", commenta Sergio Bertoncini, strategist di Credit Agricole. "Le valutazioni dell'Europa rimangono attraenti rispetto agli Usa, ma la recente volatilità sui mercati ha impattato in termini di beta sull'Europa".

Le tensioni provenienti dallo stato dei conti pubblici nei paesi periferici della zona euro, spiega Bertoncini, sono solo uno dei numerosi fattori che vanno ad acuire una tendenza già emergente sulle borse del vecchio continente.

"Al di là dei periferici, i listini europei hanno un beta tendenzialmente più alto di quello Usa. C'è il rischio sovrano, ma anche le strette al credito in Cina e le incertezze relative alla regolamentaizone sulle banche, tutte concause di questa tendenza".   Continua...