Fondi, ancora eccessivo controllo delle banche su sgr - Messori

giovedì 25 febbraio 2010 16:44
 

MILANO, 25 febbraio (Reuters) - Equiparazione fiscale tra fondi di diritto italiano e di diritto estero e separazione tra produzione e distribuzione dei prodotti del risparmio gestito, in un contesto che vede ancora troppo stretto il controllo delle banche sulle sgr.

Sono questi due obiettivi che, nell'annunciare l'abbandono della sua carica, il presidente Assogestioni Marcello Messori sottolinea come ancora da raggiungere.

Messori - da tre anni presidente - non ha dato la disponibilità per un altro mandato e il prossimo 19 marzo lascerà il posto all'ex ministro e attuale AD di Morgan Stanley in Italia Domenico Siniscalco.

Sulle ragioni delle sue dimissioni, Messori ha spiegato che "sulle linee che ho cercato di portare avanti, mi è sembrato che non ci fosse spazio". In particolare Messori crede che "l'interesse dei consociati fosse per la riforma fiscale e non per altre cose" che invece il presidente riteneva importanti.

Mentre alcuni "passi avanti" in fatto di riforma fiscale sono stati raggiunti, Messori ha ritenuto di "non essere stato in grado di incidere nell'area dell'offerta del risparmio gestito, ovvero nei rapporti tra produzione e distribuzione".

L'importanza dell'autonomia delle società di gestione del risparmio è stata ribadita in più occasioni dal governatore della Banca d'Italia Mario Draghi.

Secondo il presidente uscente di Assogestioni, l'eccessivo controllo delle banche sulle sgr le ha rese meri "serbatoi che si allargano quando le banche hanno molta liquidità e si restringono quando il settore deve compensarne una minore".

"In questi anni non sono risucito a convincere i consociati che questo fosse il problema" ha concluso Messori.

Il numero uno di Assogestioni ha quindi auspicato un'apertura dei canali di distribuzione e una razionalizzazione dal lato dell'offerta.