23 febbraio 2010 / 12:05 / 8 anni fa

Amplifon, fondi tengono caldo dossier in attesa di Siemens-fonti

MILANO, 23 febbraio (Reuters) - Amplifon (AMPF.MI) è un dossier che i fondi di private equity tengono in caldo, in attesa di capire se la cessione della divisione apparecchi acustici di Siemens (SIEGn.DE), congelata, andrà in porto.

E' quanto riferiscono a Reuters diverse fonti italiane vicine al dossier, dopo che ieri fonti estere hanno riferito che Siemens potrebbe rinunciare alla cessione, perché punta ad incassare oltre 2 miliardi di euro contro offerte attestate attorno a 1,5.

Le stesse fonti avevano riferito che la short list dei potenziali compratori della divisione di Siemens include una cordata formata da Permira, Nordic Capital e dal produttore tedesco Hansaton. Un secondo consorzio è composto da Kohlberg Kravis Roberts & Co (Kkr), Hellman & Friedman e dall'industria australiana del settore Cochlear (COH.AX). In corsa, secondo le fonti, anche gli operatori di private equity Cinven e Bain.

POSSIBILE POLO CHE UNISCA PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE

Difficile dire quale impatto avrebbe sul dossier Amplifon un'eventuale marcia indietro definitiva di Siemens. Nelle ultime settimane, diverse fonti avevano riferito che tra i fondi in corsa per la divisione del colosso industriale tedesco c'era chi stava valutando la creazione di un polo industriale che unisse produzione e distribuzione.

L'idea è bussare alla porta dell'azionista di riferimento di Amplifon, The Holland Trust (61,303% del capitale), dopo aver acquisito la divisione di Siemens.

The Holland Trust fa capo ad Anna Maria Formiggini, vedova del fondatore di Amplifon, Charles Holland, e presidente del gruppo. La figlia, Susan Carol Holland, è vice presidente.

Il dossier Amplifon staziona sui tavoli di banche d'affari e operatori di private equity da "oltre due anni", dice un banker. "E' un dossier carsico", ironizza un secondo banchiere, che viaggia sotterraneamente e ogni tanto emerge, "come Snai (SNAI.MI) e Parmalat (PLT.MI)". Un altro nota che si tratta di un tipico tema di "azienda familiare" in cui si deve convincere l'azionista (la 85enne vedova Holland) a cedere.

Passata la bufera della crisi finanziaria, i fondi hanno ripreso i dossier accantonati dopo il crack di Lehman Brothers, e tra quelli su cui sono tornati alla carica c'è Amplifon: la famiglia Formiggini-Holland, infatti, era stata avvicinata in passato, in particolare da Kkr e Cinven.

La gara per la divisione della Siemens, però, ha fatto scattare negli operatori di private equity l'idea di proporre all'azionista di controllo di Amplifon un progetto industriale.

"Mi risulta che qualche fondo abbia proposto, come angolo differenziante rispetto ai concorrenti, di fare un'integrazione fra Siemens e Amplifon", afferma un advisor finanziario.

Per una fonte industriale, in Italia "Siemens controlla un laboratorio di assemblaggio e manutenzione degli apparecchi che lavora, di fatto, solo con Amplifon. (Di conseguenza) "l'integrazione è sensata, c'è complementarietà".

DUBBI SU SINERGIE, DIFFERENZE MULTIPLI

Non tutti gli interpellati sono però convinti che integrare la divisione di Siemens e Amplifon sia una buona idea. "I concorrenti di Amplifon sono clienti di Siemens", argomenta un fund manager che conosce il dossier. "Potrebbe essere controproducente. Vedo più problemi che sinergie".

In tema di valutazioni, poi, un advisor finanziario dice che "i multipli del retail sono più bassi di quelli della produzione. Quindi, nel medio termine, non è detto che l'integrazione sia un vantaggio".

Se la vendita della divisione di Siemens andrà in porto, pronostica un advisor industriale, il compratore "vedrà se vale la pena di bussare ad Amplifon".

A fine gennaio, dopo le indiscrezioni sui progetti dei private equity, una fonte vicina alla situazione aveva ammesso contatti con i fondi precisando che l'azionista di riferimento non intendeva dare seguito alle proposte dei potenziali compratori. La fonte ribadisce ora una situazione invariata. In passato, è stata soprattutto Kkr a prendere contatti con la famiglia Formiggini-Holland, dicono diverse fonti. Il fatto che sulla divisione di Siemens lo specialista dei buyout abbia unito le forze con Hellman & Friedman e con il produttore australiano Cochlear (694,7 milioni di dollari fatturati 2009) potrebbe segnalare che Kkr punta a creare un polo nel settore.

Spinta dalle voci, Amplifon intanto ha raggiunto una capitalizzazione borsistica che può spaventare potenziali pretendenti, circa 700 milioni di euro: oggi a metà seduta il titolo vale 3,5275 euro (-0,14%) ma ha segnato il 22 febbraio il record degli ultimi dodici mesi a quota 3,64.

Siamo ben lontano dai 149 milioni di capitalizzazione rapportabili al minimo annuale di 0,75 euro, valore dell'azione a Piazza Affari il 21 gennaio 2009.

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