1 febbraio 2010 / 17:41 / 8 anni fa

Banche, aiuti stato 2009 Europa oltre 1.000 mld euro - R&S

MILANO, 1 febbraio (Reuters) - Nel 2009 l'ammontare lordo degli aiuti dei governi europei a favore delle banche è stato quasi due volte e mezzo rispetto a quello degli Usa anche se lo stock complessivo di risorse impiegate dal 2008 in Europa rimane inferiore a quello utilizzato negli Stati Uniti. Nel Vecchio Continente i governi più attivi durante l'anno scorso sono stati quelli inglese e tedesco, mentre l'Italia, dove l'intervento si è concretizzato solamente con i cosiddetti Tremonti bond, è settima nella classifica degli interventi sulle banche alle spalle della Francia.

E' quanto risulta da uno studio di Mediobanca R&S sui piani governativi di stabilizzazione finanziaria delle banche in Europa e Usa.

Con un'accelerazione nel primo trimestre nel 2009 in Europa sono stati attivati interventi pubblici per un ammontare lordo di 1.046 miliardi di euro - circa due volte e mezzo quello impiegato a fine 2008 - portando lo stock lordo a fine anno a 1.449 miliardi di euro, di cui l'80% (1.155 miliardi) sottoforma di garanzia.

Le risorse pubbliche impegnate negli Usa nel salvataggio delle banche l'anno scorso sono state invece pari a 608 miliardi di dollari circa - il 31% di quelle utilizzate nel 2008 - portando l'ammontare lordo complessivo a fine 2009 a 2.565 miliardi. Il 70% circa della cifra relativa al 2009 riguardano garanzie.

Al netto di rimborsi e rinunce alle garanzie in Europa l'esposizione netta complessiva dei governi a fine 2009 ammontava a 1.028 miliardi di euro a fronte di 1.968 miliardi di dollari in Usa. Da evidenziare a questo riguardo che dei 420 miliardi restituiti (e includendo le rinuncia a garanzie) a fine 2009 in Europa, 337 miliardi circa riguardano la Gran Bretagna.

Gli Stati Uniti superano di gran lunga l'Europa per quanto riguarda il numero degli istituti destinatari degli interventi con 838 contro 66 a fine 2009.

IN EUROPA PIU' AIUTI IN UK E GERMANIA, RBS IN TESTA

Durante il 2009 i governi inglese e tedesco sono stati quelli più impegnati sul fronte della stabilizzazione finanziaria rispettivamente con 711 miliardi e 171 miliardi, seguiti dall'Olanda che ha impegnato 62 miliardi di euro. L'intervento in Italia ha raggiunto un ammontare di 4,1 miliardi di euro, lo 0,4% del totale.

Tra i singoli istituti, nel Regno Unito i primi destinatari degli aiuti governativi sono stati Royal Bank of Scotland (RBS.L) - 420 miliardi di euro tra garanzie e iniezioni di capitale - e Lloyds TSB Group (LLOY.L) con 328 miliardi di aiuti, quasi annullati nel novembre scorso.

Anche nel confronto con gli Usa Rbs e Lloyds sono gli istituti più sussidiati, seguiti da Citigroup (C.N) (251 miliardi di euro) e BoA (BAC.N) (116 miliardi di euro).

In Germania ad assorbire le maggiori risorse dell'intervento pubblico è stata Hypo Real Estate con 166 miliardi di euro tra ricapitalizzazioni, garanzie e Opa (la banca è stata nazionalizzata).

In Italia sono stati quattro gli istituti che hanno emesso i Tremonti bond: Banco Popolare BAPO.MI per 1,45 miliardi, Banca Pop Milano PMII.MI per 500 milioni, Mps (BMPS.MI) per 1,9 miliardi ed il Credito Valtellinese (PCVI.MI) per 200 milioni.

UniCredit (CRDI.MI) e Intesa Sanpaolo (ISP.MI) dopo aver manifestato interesse per importi massimi di 2 e 4 miliardi, il 29 settembre hanno rinunciato alla domanda.

I rimborsi in Europa hanno riguardato otto istituti e cinque paesi: oltre al già citato Regno Unito, nell'ordine i maggiori rimborsi si sono avuti in Germania (65 miliardi), Francia (9 miliardi), Olanda (5 miliardi) e Svizzera (4 miliardi).

Tra le singole banche oltre a Llyods e Rbs i rimborsi più consistenti sono stati da parte di Bnp BNPP.P (2,55 miliardi di euro), Société Générale (SOGN.PA) (3,4 mld con attraverso un aumento di capitale destinato al mercato) e Crédit Agricole (3 miliardi) mentre in Olanda Ing ING.AS ha riacquistato 5 miliardi di titoli detenuti dallo Stato.

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