PORTAFOGLI-Borse 2010,occhi ad alti dividend yield-RCM (Allianz)

giovedì 17 dicembre 2009 16:12
 

MILANO, 17 dicembre (Reuters) - Dopo un 2009 in cui il mercato azionario sembra essersi mosso compatto in un'unica direzione, il grande tema che terrà banco fra gli investitori l'anno prossimo sarà la differenziazione.

Ne è convinto Andreas Utermann, global chief investment officer di RCM, l'asset management specializzato nella gestione azionaria globale del gruppo Allianz Global Investors.

Nel mirino del gestore, l'anno prossimo, ci saranno dunque titoli di gruppi ben capitalizzati, con modelli di business solidi e robusta generazione di cassa che offrono interessanti rendimenti da dividendi.

"I dividend yield delle azioni di alcune società sono più alti dei rendimenti dei bond dello stesso emittente con scadenze di 3-4 anni", ha detto Utermann.

Secondo il direttore investimenti, saranno infatti utili e dividendi a guidare la crescita del mercato azionario l'anno prossimo, piuttosto che un'ulteriore espansione del rapporto prezzo/utili. Dopo il deciso rally del 2009 le valutazioni hanno smesso di essere attraenti, anche se non hanno ancora raggiunto i massimi.

Per Utermann bisognerà scommettere sulle grandi capitalizzazioni piuttosto che sulle small cap e sui titoli cosiddetti "growth", cioè ad elevato potenziale di crescita, in contrapposizione a quelli "value". Le borse dovrebbero archiviare il 2010 in rialzo ma verranno tenute in scacco dalla volatilità alimentata, secondo il gestore, dai timori per la risalita dell'inflazione e la tenuta dei deficit pubblici.

I mercati emergenti, infine, pur strategicamente cruciali in portafoglio perchè destinati nei prossimi anni a guidare l'economia mondiale, potrebbero finire sotto pressione nei prossimi 12 mesi.

"Strategicamente bisogna essere esposti ai mercati emergenti ma, nei prossimi 12 mesi, ci potrebbero essere delle battute d'arresto perchè ci saranno flussi che torneranno negli Stati Uniti", ha detto Utermann. Il manager si aspetta infatti un apprezzamento del dollaro/euro nei prossimi 6 mesi sulle attese di una ripresa più veloce dell'economia negli Stati Uniti. "Ma nel giro di un anno il dollaro potrebbe tornare sui livelli attuali", ha aggiunto.