Citigroup ricapitalizza a prezzo deludente, Tesoro Usa non vende

giovedì 17 dicembre 2009 12:03
 

NEW YORK/WASHINGTON, 17 dicembre (Reuters) - Citigroup (C.N: Quotazione) ha piazzato il previsto aumento di capitale da 20 miliardi di dollari a un prezzo ben inferiore alle attese di 3,15 dollari per azione, su una domanda tanto fiacca da convincere il Tesoro Usa a rinviare la prevista cessione di parte della sua quota.

La banca ha offerto sia azioni che convertibili per accelerare il rimborso dei fondi Tarp e svincolarsi dai limiti, in materia di compensi ai manager, posti dal governo alle banche che sono state "salvate" con denaro pubblico.

La mossa è stata pagata tuttavia dagli azionisti, che in pochi giorni hanno visto scendere le azioni del 20% (solo ieri il titolo ha perso il 3,09% prima ancora che fosse prezzato l'aumento) ed è risultata poco comprensibile agli analisti, dato che arrivava terza dopo due grosse ricapitalizzazioni nel mese.

Il governo Usa aveva acquistato azioni di Citi (ne detiene il 34%) a 3,25 dollari e il prezzo dell'aumento attuale - sui 7,7 miliardi di titoli detenuti - rappresenta già una perdita figurativa di 800 milioni di dollari sui 25 miliardi iniziali della quota.

Il Tesoro, che aveva in programma di cedere al mercato 5 miliardi di dollari di titoli "non venderà in perdita" ha detto una fonte vicina alla situazione.

Un portavoce dello stesso Tesoro ha comunque confermato che il progetto di dismettere la quota Citi entro il 2010 resta. La banca, che dall'inizio della crisi ha messo a bilancio oltre 120 miliardi di dollari tra svalutazioni e perdite sui crediti, ha ricevuto soldi pubblici in due tranche nel 2008, la prima da 25 e la seconda da 20 miliardi di dollari.

Da inizio dicembre, si sono rivolte al mercato sia Bank of America Corp's (BAC.N: Quotazione) per 19,3 miliardi di dollari, che Wells Fargo & Co's per 12,2 miliardi.