16 dicembre 2009 / 14:06 / tra 8 anni

Hedge Italia, Ucits alternativi sempre più protagonisti in 2010

* In 2010 opportunità per le strategie perseguite da Ucits

* Liquidità impedisce di sfruttare occasioni di medio-periodo

* Polarizzazione offerta segmenterà meglio la clientela

di Maria Pia Quaglia

MILANO, 16 dicembre (Reuters) - Hanno iniziato ad essere offerti quest‘anno, dopo l‘impennata di riscatti che ha visto fuggire 5,5 miliardi dai fondi hedge in Italia; ma i fondi alternativi regolamentati dalla normativa Ue Ucits saranno ancora più protagonisti dell‘industria hedge tricolore nel 2010.

Tanto più che, secondo gli addetti al settore sentiti da Reuters, il 2010 si preannuncia denso di opportunità sui mercati proprio per le strategie hedge utilizzate da questi prodotti che hanno liquidità settimanale: in particolare, quella azionaria “long/short” ed “event driven” (attività su titoli di società oggetto di operazioni di finanza straordinaria).

Non è passato nemmeno un anno da quando quella che a livello globale è un‘industria da 1.500 miliardi di dollari ha accusato le peggiori perdite della sua storia, scatenando una sfrenata corsa a riscatti miliardari che, anche in Italia, hanno dimezzato i patrimoni dei fondi hedge.

Per venire in soccorso a clienti che vogliono poter disinvestire con maggiore frequenza e avere più controllo sull‘operatività del gestore, sempre più sgr alternative si stanno attrezzando per offrire questi prodotti e già ora la raccolta ne sta beneficiando.

Secondo una ricerca di MondoHedge, fatto 100 il numero delle sgr italiane risulta che il 34,4% hanno già un fondo Ucits e che il 44% sta pensando al lancio nei prossimi mesi.

LA LIQUIDABILITA’ HA UN COSTO

L‘offerta sembra sposare alla perfezione la domanda, ma i prodotti Ucits non sono veri e propri fondi hedge: la liquidabilità, fanno notare alcuni, ha un costo in termini di performance.

“Sono prodotti che consentono di avere in portafoglio una gestione attiva, ma non hanno le stesse potenzialità dei fondi hedge”, osserva Stefano Bestetti di Hedge Invest sgr, ricordando che l‘offerta di questi fondi è un fenomeno non solo italiano ma innanzitutto europeo.

“La liquidità maggiore impedisce di sfruttare le opportunità di medio periodo e alcune strategie hedge non possono essere replicate dai fondi UCITS III”, spiega. La stessa Hedge Invest sta lanciando un prodotto di questo tipo.

“Questi Ucits non possono dare gli stessi rendimenti dei fondi hedge”, taglia corto Sebastiano Di Pasquale, AD e direttore generale di Capitalgest Alternative Investments che sta attualmente lavorando al lancio di un Ucits per primavera.

I fondi alternativi con passaporto europeo non possono infatti perseguire strategie che trattano strumenti illiquidi e che hanno bisogno di un‘elevata leva finanziaria. Devono dunque rinunciare, ad esempio, all‘attività sul mercato del credito (long/short credit, arbitraggi su convertibili, distressed).

“Ma se questo aspetto poteva essere penalizzante per il nostro fondo Ucits nel 2009, nel 2010 lo sarà meno perchè il credito ha già fatto molto bene, quindi non ci sono certamente le opportunità che c‘erano un anno fa”, osserva Fabio Bariletti, DG e gestore dei fondi di fondi hedge di Kairos Partners.

“Parallelamente stanno emergendo opportunità per altre strategie che sono disponibili con i fondi Ucits e che quindi crediamo potranno colmare quel vuoto”, aggiunge. Il fondo Ucits di Kairos dal lancio, avvenuto a maggio 2009, ha raccolto 115 milioni - più della metà della raccolta complessiva stimata per i prodotti alternativi della casa nel 2009 - e ha reso oltre il 5%.

“Per ora sta ricalcando le performance che abbiamo ottenuto con gli altri prodotti hedge che gestiamo”, ha detto Bariletti.

POLARIZZAZIONE DELL‘OFFERTA

L‘offerta, in ogni caso, si va polarizzando per segmentare meglio la clientela. Da una parte, i fondi di fondi Ucits, “un surrogato un po’ meno volatile e un po’ più total return di un fondo long only e più adatto al retail”, spiega Chiara Verderio, gestore dei fondi di fondi hedge di Sopaf Capital Management.

Dall‘altra i fondi di fondi alternativi veri e propri, destinati a “istituzionali e family office che hanno un orizzonte di investimento più lungo e che torneranno a investire (in questi prodotti) magari un pò più in là nel 2010”, aggiunge.

La domanda per investimenti con lock-up più lunghi e promesse di rendimenti più generosi non è infatti venuta meno, secondo Verderio: il fondo di fondi di private equity della casa, un fondo chiuso con durata otto anni, ha riscosso infatti “diverse manifestazioni di interesse”.

Nel cantiere di Sopaf Capital Management, oltre ad un fondo di fondi Ucits, c’è un fondo di fondi real estate.

La crisi dei mercati finanziari dell‘anno scorso ha messo a dura prova l‘industria dei fondi hedge dal punto di vista delle performance e della correlazione come della liquidità. Il settore è stato anche scosso dallo scandalo Madoff.

“I privati in Italia sono stati colpiti particolarmente: probabilmente c‘erano molti fondi hedge nei portafogli dei retail e sicuramente l‘attivazione dei side pocket è stata più traumatica qui che altrove perchè il nostro è un mercato relativamente più giovane”, spiega Verderio.

Ma i fondi Ucits non sono stata l‘unica risposta dell‘industria alla crisi secondo Luca Valaguzza, chief investment officer di Akros Alternative Investment Sgr.

“Altre case hanno ristrutturato in maniera più amichevole per l‘investitore le condizioni di investimento e hanno razionalizzato l‘offerta rendendola più chiara e pulita”, osserva.

L‘attenzione alla liquidabilità dell‘investimento è comunque destinata a diventare un trend strutturale “che sosterrà la domanda per i fondi di fondi Ucits” nel medio periodo, secondo Bariletti. “Ma chi sarà in cerca di rendimenti prima o poi tornerà ad investire anche nei fondi hedge tradizionali”, aggiunge.

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