13 novembre 2008 / 16:18 / tra 9 anni

Buyout, verso cinque offerte vincolanti per Sia-Ssb - fonti

MILANO, 13 novembre (Reuters) - Saranno probabilmente cinque le offerte vincolanti per l‘acquisizione di Sia-Ssb, società attiva nel processing delle carte di credito.

E’ quanto riferiscono due fonti vicine al dossier.

La scadenza per la presentazione delle offerte è fissata per domani, 14 novembre. Ma il lotto dei soggetti ammessi al rush finale dovrebbe essere definito.

Secondo quanto dice una delle fonti, “hanno presentato offerte Telecom Italia (TLIT.MI), Atos Origin (ATOS.PA), Advent International, Bridgepoint e un consorzio formato da Bain Capital e VocaLink”.

Quest‘ultima è la new entry rispetto ai sette soggetti selezionati il mese scorso nella short list delle offerte non vincolanti. Nella lista, infatti, figurava Bain, gruppo di private equity britannico, che, secondo quanto spiega la fonte, “ha unito le forze con VocaLink”, una società britannica concorrente di Sia-Ssb.

VocaLink è nata nel luglio 2007 dall‘unione di due società attive nelle transazioni elettroniche (Voca e Link Interchange Network): la società ha in corso un accordo con Seceti sugli standard Sepa.

Seceti è la società specializzata nei servizi di outsourcing per i sistemi di pagamento del gruppo Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiani (Icbpi), ovvero il soggetto che ha messo le mani su CartaSì, il network delle carte di credito ceduto da UniCredit, Intesa Sanpaolo e MontePaschi. L‘Icbpi è già azionista di Sia-Ssb con il 4,3% del capitale.

Se le anticipazioni venissero confermate, non avrebbero presentato offerte vincolanti, rispetto alla short-list delle non binding, Total Sys (TSS.N) e Cinven. Ma, secondo una delle fonti, quest‘ultimo, gruppo di private equity che nel nostro Paese è guidato da Roberto Italia, “non avrebbe rinunciato totalmente al deal”.

E’ probabile che, una volta definite le offerte ammesse alla fase finale, i soggetti in corsa cercheranno di unire le forze. Telecom (già azionista di Sia-Ssb con il 4,1%), in particolare, riferiscono le fonti, punta ad allearsi con un fondo.

In ogni caso, ci vorranno alcune settimane perché Citigroup, advisor dei venditori, valuti le offerte. Il capitale di Sia-Ssb, a parte Telecom e banche popolari, vede Intesa SanPaolo (ISP.MI) al 26,8%, UniCredit (CRDI.MI) al 24%, MontePaschi (BMPS.MI) al 5,2%, Bnl al 3,6%, Ubi (UBI.MI) al 3,6%, Banco Popolare BAPO.MI al 2,6%, Deutsche Bank (DBKGn.DE) al 2,6% e Popolare Milano PMII.MI al 2,4%.

Sia-Ssb ha chiuso il 2007 con un valore della produzione di circa 403 milioni e un Ebitda di 67 milioni.

La società guidata da Renzo Vanetti, AD, e Carlo Tresoldi, presidente, dovrebbe essere valutata attorno a 600-700 milioni.

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