13 gennaio 2009 / 15:15 / tra 9 anni

Fondi comuni, parlamento Ue adotta normativa ampia riforma

BRUXELLES, 13 gennaio (Reuters) - Via libera da parte del parlamento europeo alla direttiva che riforma l‘industria Ue dei fondi comuni, un portafoglio di 6.000 miliardi di euro a dati giugno 2007, con l‘obiettivo di aumentare l‘efficienza del settore e abbattere i costi per i risparmiatori.

La direttiva regola, tra altre cose, il principio del diritto di stabilimento e libera prestazione dei servizi, migliora le disposizioni sulle fusioni e semplifica gli obblighi in materia di informativa, riassume una nota del Parlamento europeo.

Ormai ventennale, la normativa Ue sui fondi con “passaporto europeo” - la sigla adottata nei documenti Ue è Ucits, in Italia si parla di Oicvm e in percentuale rappresentano circa il 75% del mercato dei fondi di investimento Ue - è considerata un riferimento per l‘industria a livello mondiale.

La dimensione media dei circa 40.000 fondi comuni europei armonizzati è però assai più piccola dei prodotti comparabili Usa, il che li rende più costosi per gli investitori.

Il parlamento comunitario ha votato stamane la riforma a larghissima maggioranza, 589 a favore, 28 contrari e 38 astenuti.

Tra i punti centrali della normativa, quelli che puntano a semplificare le aggregazioni tra fondi comuni e consentire la gestione centralizzata alle società che operano nei 27 paesi dell‘Unione.

Il taglio dei lacci burocratici renderà più rapida la comunicazione sui nuovi prodotti e semplificherà le informazioni destinate agli investitori.

“Abbiamo dimostrato che l‘Europa può muoversi in fretta per introdurre utili miglioramenti normativi” dice il commissario Ue per il Mercato interno Charlie McCreevy, firmatario della riforma.

Il testo di legge adottato formalmente oggi aveva già ricevuto l‘imprimatur dei singoli paesi comunitari. La Commissione, entro il 1° luglio 2010, dovrà stabilire le misure di esecuzione in vista di una applicazione da metà 2011.

“Renderà meno costoso ristrutturare e aggregare fondi e questo ridurrà i costi” concorda Peter de Proft, direttore generale dell‘associazione europea dei gestori Efama.

Il guadagno in efficienza potrebbe rapidamente arrivare a un paio di punti percentuali e i costi per i consumatori dovrebbero diminuire, sempre secondo de Proft.

L‘introduzione della gestione centralizzata dei fondi è stata duramente osteggiata da Lussemburgo e Irlanda, nel timore di ripercussioni negative per le società basate nei due paesi. Londra, Parigi e Francoforte sono anche sedi di importantissime società di gestione.

La bozza McCreevy non prevedeva questa clausola, per la convinzione che fosse necessario lavorare ulteriormente sulla supervisione della gestione centralizzata in modo da garantire un‘adeguata protezione degli investitori. Ma Francia, Germania e Gran Bretagna sono riuscite a inserire nel testo finale la gestione centralizzata, in sintonia con i suggerimenti delle autorità in tema di supervisione. Perl‘esponente parlamentare lussemburghese di centro-destra Astrid Lulling l‘inserimento dell‘articolo sulla gestione centralizzata è fonte di problemi e difficoltà pratiche. “Gli ultimi eventi, lo scandalo Madoff e le sue implicazioni sull‘industria dei fondi non ci rassicurano. Approvare oggi questo testo di legge è un salto nel buio” dice.

Al contrario Wolf Klinz, il liberale che ha portato la riforma a ottenere il via libera del parlamento Ue, si dice invece fiducioso che il mercato lussemburghese dei fondi comuni non risentirà negativamente della nuova normativa.

“La clausola sulla supervisione che verrà messa a punto sarà sufficiente a risolvere qualsiasi dubbio sul tema” dichiara il parlamentare francese di centro-destra Jean-Paul Gauzes.

McCreevy ha spiegato infine che la Commissione esaminerà “l‘impatto potenzialmente negativo” che le regole fiscali cui sono assogettate a livello nazionale le operazioni di M&A tranfrontaliero tra fondi, in particolare per gli investitori.

Anche gli aspetti della riforma in tema di supervisione, aggiunge, verranno rafforzati in un secondo momento.

La prima direttiva Ucits fu adottata nel 1985 e nel 2001 a questo testo furono apportate le prime importanti modifiche.

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