Fondi,Cina alzerà quota permessa a banche estere in joint-stampa

giovedì 11 settembre 2008 15:24
 

PECHINO, 11 settembre (Reuters) - La Cina si appresta a permettere l'innalzamento della quota di proprietà permessa alle banche estere nelle joint con istituti locali che si occupano di gestione del risparmio. Oggi al 33% di massimo, il tetto di partecipazione straniero potrebbe salire fio al 49%.

Lo scrive oggi un autorevole periodico cinese, Caijing.

Il giornale, che cita una fonte bancaria anonima di Shanghai, sostiene che l'autorità bancaria cinese (CBRC) annuncerà la misura in tempi brevi, aggiungendo che per la creazione di una joint mista nell'asset management ci vorranno almeno tre partner bancari.

Dall'epoca del suo ingresso nel Wto, nel 2001, Pechino ha molto incoraggiato la creazione di joint tra operatori del risparmio nazionali e stranieri, e i soci stranieri non bancari possono arrivare al 49% in una joint già del 2005.

Tra le molte joint con soci esteri, la banca numero uno mondiale - per capitalizzazione - Industrial and Commercial Bank of China (601398.SS: Quotazione) (1398.HK: Quotazione) ha scelto come alleato della sua società di gestione il Credit Suisse CSGN.VX.

I big della finanza italiana presenti in Cina sono Intesa Sanpaolo (ISP.MI: Quotazione), che opera con alleati locali nel fondo chiuso Mandarin, e Generali (GASI.MI: Quotazione), che ha una joint nel settore vita ed è tra l'altro tra i consulenti del governo per lo studio di piani pensionistici.