10 novembre 2009 / 13:05 / 8 anni fa

PUNTO 2 - Intesa SP batte attese in trim3, migliora outlook 2009

MILANO, 10 novembre (Reuters) - Intesa Sanpaolo (ISP.MI) archivia il terzo trimestre con un utile netto di 647 milioni, invariato rispetto a un anno prima e sopra le attese degli analisti che convergevano su 457 milioni di euro.

Su basi normalizzate, cioè escludendo le principali componenti non ricorrenti, l'utile netto sarebbe pari a 816 milioni, spiega una nota.

Per l'intero anno la banca ritiene "plausibile" un risultato netto superiore a quello del 2008, che era stato pari a 2,6 miliardi. Questa previsione migliora quelle formulate in precedenza che indicavano un utile netto "non molto inferiore" al 2008.

Confermata anche la promessa di tornare alla distribuzione di un dividendo per il 2009, dopo la 'pausa' del 2008, anche se l'entità dipenderà da vari fattori, tra cui l'andamento delle dismissioni degli asset non core e le nuove regole sui coefficienti patrimoniali, secondo quanto spiegato dall'AD Corrado Passera nella conference call.

"Siamo abbastanza soddisfatti dei risultati del trimestre perché abbiamo di nuovo una crescita della redditività sostenibile", ha detto il banchiere.

MARGINE INTERESSE SOFFRE STOP MASSIMO SCOPERTO, CALO EURIBOR

Sul fronte operativo nel terzo trimestre il margine di interesse ha sofferto dell'abolizione della commissione di massimo scoperto, che ha impattato per circa 90 milioni, e del continuo calo dei tassi, si legge nella nota.

Secondo Passera però è stato soprattutto "l'inatteso calo dell'euribor che ha toccato i minimi storici" a condizionare il margine.

Il dato è pari a 2.605 milioni, in calo su base annua del 14,4%, con proventi operativi netti che scendono dell'1,2% a 4.549 milioni.

In calo anche le commissioni nette (-2,7% a 1.363 milioni), mentre il risultato del trading è positivo per 447 milioni e beneficia dei capital gain per 114 milioni derivanti dalla cessione delle quote in Natixis (CNAT.PA) e Banca Generali (BGN.MI), oltre che dalla ripresa dei mercati.

In calo gli oneri operativi (-3% a 2.327 milioni), per un risultato lordo di gestione che si attesta a 2.222 milioni (+0,8%).

Nel periodo sono state effettuati accantonamenti e rettifiche di valore per 885 milioni, meno delle attese degli analisti che convergevano poco sopra il miliardo.

"Il secondo trimestre resterà il picco per gli accantonamenti", ha commentato a questo proposito l'AD.

Sul fronte della qualità del credito Passera ha dichiarato che il 2010 sarà un anno difficile, ma "meno difficile" rispetto al 2009 per ciò che riguarda il portafoglio della banca.

Il dato cumulato dei primi nove mesi dell'anno mostra un utile netto consolidato di 2.262 milioni di euro in calo rispetto ai 3.781 milioni di un anno prima, quando la banca aveva beneficiato di una plusvalenza netta per 930 milioni dalla cessione di sportelli.

PRIME DISMISSIONI ENTRO FINE ANNO, NESSUNA NOVITÀ FIDEURAM

Sul fronte patrimoniale il Core Tier I al 30 settembre si attesta al 7,2%, contro il 6,3% di fine 2008, mentre il Tier I sale all'8% da 7,1%.

Considerando l'emissione Tier I realizzata a ottobre per 1,5 miliardi, le operazioni di capital management a disposizione del gruppo, l'applicazione di Basilea 2 e gli effetti della cessione del 50% di Findomestic e dell'acquisto del 50% di Intesa Vita, i due coefficienti proforma si attestano rispettivamente sopra il 9,6% e il 10,8%.

Le prime dismissioni di asset non core potrebbero avvenire entro fine anno, mentre l'obiettivo è completare la prima tranche, che porterà almeno 100 punti base ai ratio patrimoniali, entro l'assemblea di bilancio della prossima primavera, ha detto Passera.

Sul dossier Fideuram però "non c'è niente da annunciare", ha spiegato l'AD. "Due anni fa è stato deciso di riportarla in borsa e su questo stiamo lavorando. Poi altre opportunità potrebbero venir fuori e le valuteremo ma a oggi non c'è niente che possiamo annunciare", ha detto.

Passera ha poi ribadito che la due diligence su Delta, società di credito al consumo della Cassa Risparmio di San Marino, "è in corso".

"L'unica precondizione che abbiamo posto per le trattative è che la nostra banca non deve pagare e non pagherà costi del passato. Siamo interessati ad attività performing", ha sottolineato.

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