PORTAFOGLI-Sottopeso borse ma occhi a media,grande distribuzione

martedì 10 marzo 2009 13:05
 

MILANO, 10 marzo (Reuters) - La congiuntura è al limite fra recessione e depressione e la crisi finanziaria è ancora lontana dall'aver trovato una soluzione: in attesa di valutare come verranno implementati gli interventi annunciati dai governi, Bipiemme Gestioni sottopesa l'azionario e privilegia settori difensivi; ma non rinuncia a scommettere su ciclici più reattivi alla ripresa come media e grande distribuzione.

"Pur avendo un sottopeso sui più ciclici, stiamo comunque guardando ad opportunità nei settori più esposti a una possibile ripresa, ha detto Armando Carcaterra, direttore investimenti di Bipiemme Gestioni, precisando di ipotizzare la costruzione di un portafoglio destinato a un profilo di rischio medio.

Il gestore cita Mediaset (MS.MI: Quotazione), Reed Elsevier ELSN.AS e Marks & Spencer (MKS.L: Quotazione): "la pubblicità è il primo strumento che le aziende usano per sondare i consumatori prima di ricominciare a investire", spiega, riferendosi alla preferenza per i media.

Ma la cautela resta d'obbligo: se il mercato non sconta ancora una depressione, tuttavia "la fase di minimo della recessione si sta allargando, cioè durerà di più di quanto ci si aspettava sei mesi fa", osserva il manager. "Quindi dobbiamo mettere in conto ancora un anno, un anno e mezzo particolarmente difficili, cosa che rimanda ulteriormente la ripresa dei mercati".

La scorsa settimana il capo economista dell'Ocse ha avvertito che la recessione potrebbe essere molto peggiore rispetto a quanto stimato dal Fondo Monetario Internazionale. A fine gennaio il Fondo ha abbassato allo 0,5% il Pil mondiale atteso nel 2009 dal precedente +2,2%; ma già oggi il numero uno Dominique Strauss-Kahn ha avvertito che quest'anno l'economia globale potrebbe subire una contrazione "sotto lo zero".

Esposizione all'equity dimezzata dunque al 15% e concentrata sulle large cap di consumi non ciclici come Unilever (ULVR.L: Quotazione) e Nestlé NESN.VX, telefonici e farmaceutici come Novartis NOVN.VX, Roche ROG.VX e Astrazeneca (AZN.L: Quotazione), che consentono anche di diversificare geograficamente un portafoglio altrimenti solo in euro.

Quando si tratta di aggiungere rischio al portafoglio, viceversa, Bipiemme si unisce alla sempre più nutrita schiera di quanti preferiscono le emissioni societarie alle azioni: i corporate bond pesano per il 20%, una percentuale costituita per 3/4 da bond bancari subordinati e senior, mentre il resto viene investito nel debito investment grade di tlc come France Telecom FTE.PA e Deutsche Telekom (DTEGn.DE: Quotazione).

"Il 20% di corporate in questo momento sarebbe come aggiungere circa un 7% di azioni".

La parte restante è destinata a governativi italiani (2/3) e tedeschi (1/3) con una duration media compresa fra 3 e 5 anni.

Volendo infine prendere un'esposizione al dollaro - valuta che potrebbe apprezzarsi dai valori attuali fino ad 1,20 euro entro fine anno secondo il manager - Carcaterra riserverebbe al massimo il 5-10% del portafoglio al biglietto verde, investendo in titoli di stato a breve e azioni.