Fondi Italia, sangue freddo cercasi di fronte a crollo mercati

venerdì 10 ottobre 2008 18:07
 

MILANO, 10 ottobre (Reuters) - Disorientati dal clima di estrema incertezza e dagli eccezionali ribassi di borsa, i gestori interpellati da Reuters cercano di non cedere alle spinte ribassiste, di mantenere il sangue freddo e di far prevalere l'ottica di medio periodo.

"Con queste valutazioni di borsa ci sarebbero moltissimi titoli da comprare, altro che vendere. E' che per ora, di fatto, abbiamo le mani legate, prevalgono i fattori tecnici a prescindere dalle valutazioni", dice Francesco De Astis del gruppo Intesa SanPaolo.

"In giro non vedo una corsa agli sportelli, la grande ondata di riscatti c'e' già stata (..) ma chi ha investimenti non riesce a superare l'ottica di breve e assistiamo ad una raffica di vendite", fa eco Carlo Gentili di Nextam Partners.

Giampaolo Rivano di Gesti-Re si dice "paralizzato" e aggiunge di non aver venduto nulla, da due settimane a questa parte. "Sull'azionario è impossibile fare previsioni, sarebbe come tirare freccette ad un bersaglio pazzo che si muove", dice.

Ancor più netto, nel sintetizzare, un operatore che chiede di rimanere anonimo.

"I privati, presi dal panico, chiedono liquidità per comprare oro da mettere in cassaforte, mentre i fondi comuni cercano di mantenere il sangue freddo ma sono chiamati a vendere in blocco i portafogli e scaricano sul mercato più liquido tutte le tensioni, anche quelle che ci sono sul mercato dei bond", dice.

Il gestore cita i casi di Eni (ENI.MI: Quotazione), Enel (ENEI.MI: Quotazione) o Terna (TRN.MI: Quotazione), "tra i pochi titoli che si erano salvati e oggi precipitano insieme agli altri".

A completare il quadro, De Astis ricorda infine il "problema del mercato hedge, che è il vaso di coccio dell'intera faccenda".

Oggi a Milano l'indice S&P/MIB ha chiuso in calo del 7,14% (-19,59% da venerdì scorso, il peggior ribasso settimanale da sempre).   Continua...