Private banking, patrimonio Italia -12% in 2008 - studio

venerdì 10 luglio 2009 14:02
 

MILANO, 10 luglio (Reuters) - Il patrimonio in gestione degli operatori di private banking italiani nel 2008 è sceso del 12%, a 504 miliardi di euro.

La flessione, si legge nello studio annuale della società di consulenza Magstat, è conseguenza della crisi economico-finanziaria.

Magstat scrive che il mercato italiano del private banking, includendo la quota non ancora raggiunta dagli operatori specializzati, l'anno scorso è sceso del 13%, a 743 miliardi.

"Il mercato italiano del private banking ha subìto una forte frenata nel 2008", sottolinea la società di consulenza.

Gli asset detenuti dagli operatori specializzati sono calati di 70 miliardi, "in gran parte (a causa delle) perdite subìte dalle borse internazionali".

Nel 2008, il 60% degli asset in gestione era controllato da 59 banche commerciali. In particolare, Intesa Sanpaolo (ISP.MI: Quotazione), UniCredit (CRDI.MI: Quotazione) e Ubi Banca (UBI.MI: Quotazione) controllavano 203 miliardi di euro, ovvero il 40,4% del mercato.

Alle banche estere faceva capo il 15,6% del mercato, mentre le banche italiane indipendenti specializzate nel private banking controllavano l'8,6%.

Il report sottolinea che il 2008 non ha visto l'ingresso di alcun operatore estero, interrompendo una crescita che durava da sette anni.

Anzi, l'Italia, che conta 38 operatori esteri, ha perso Lehman Brothers Holdings Inc LEHMQ.PK, mentre Citigroup (C.N: Quotazione) ha venduto la divisione di private banking.

Lo scudo fiscale, che il governo Berlusconi avrebbe messo in cantiere, ci si attende che fornisca una spinta al settore del private banking, in particolare agli istituti svizzeri che hanno filiali in Italia. Il precedente provvedimento, datato 2002-2003, riportò nel nostro Paese 73 miliardi di euro.