9 novembre 2009 / 12:05 / tra 8 anni

PORTAFOGLI - Per Ignis AM ritorni dimezzati borse 2010,meno Asia

MILANO, 9 novembre (Reuters) - Con l‘incognita delle “exit strategy” il 2010 sarà un anno di rendimenti ancora positivi, ma dimezzati, per l‘azionario. Parola di Ignis Asset Management che, anticipando mercati laterali di qui a fine anno, ha limato il sovrappeso alle borse, prendendo beneficio in particolare sulla regione dell‘Asia-Pacifico, per reinvestirne i proventi a Tokyo.

“La settimana scorsa abbiamo ridotto la nostra scommessa azionaria da +3% a +2,5%, aumentando la liquidità da -3% a -2,5%”, esordisce James Smith, Head of Asset Allocation spiegando: “questa è stata una mossa tattica per realizzare la outperformance relativa e non vuole dire che riteniamo le borse sopravvalutate”.

Smith è convinto che sia l‘economia che i mercati siano destinati a crescere ulteriormente, ma teme un consolidamento delle borse nel breve periodo.

La chiave della strategia di investimento di Ignis AM, società di gestione britannica sbarcata di recente anche sul mercato italiano, sono le valutazioni relative.

“Nel breve termine, sono un po’ preoccupato per i mercati emergenti”, ha detto Smith, che sottopesa le borse dei paesi in via di sviluppo dello 0,5%. “Anche se normalmente fanno bene quando l‘offerta di denaro è accomodante, le valutazioni sembrano al momento un po’ tirate”.

Una discriminante, quella delle valutazioni relative, che finora ha indotto a sottopesare Wall Street, nei portafogli multiasset, a favore di Regno Unito ed Europa, anche se “gradualmente stiamo vedendo un migliore valore relativo”, ha detto Smith. Il gestore ricorda che, a cavallo dell‘anno scorso, il p/e (rapporto fra prezzo e utili) medio di Europa e Uk era di 10 volte contro quello di 16 volte degli Usa, una differenza che si spiega anche con la preoccupazione per la crescita stagnante di Eurolandia.

“Ci aspettiamo di aumentare l‘esposizione (all‘azionario americano) nei prossimi sei mesi/dodici mesi se le cose restano come sono”, stima.

ENEL FRA I TITOLI PREFERITI

La logica delle valutazioni si applica, a maggior ragione, nella selezione dei singoli titoli fra cui spiccano la greca OPAP (gaming) (OPAr.AT), Nintendo (software) 7974.OS e, in Italia, Enel (ENEI.MI); non mancano nomi più difensivi come il colosso farmaceutico Pfizer (PFE.N), Vodafone mentre l‘esposizione alle materie prime viene assunta tramite i grandi gruppi del settore energetico integrato oltre che con i minerari Xstrata XTA.L e Anglo American (AAL.L).

“Il denominatore comune è che si tratta di aziende di buona qualità nell‘ambito dei rispettivi settori i cui titoli sono scesi in borsa a livelli che li rendono attraenti per noi anche considerando le cattive notizie attuali”.

Per l‘ex monopolista elettrico italiano, in particolare, “c’è stata preoccupazione per il debito ma le condizioni del credito sono migliorate rispetto ad un anno fa”, ha spiegato Smith. “Il settore delle utility è stato trascurato di recente perché dai minimi di marzo si è puntato più su ciclici e finanziari quindi, rispetto al mercato, Enel non ha fatto molto bene”.

“ Ma, se si guarda ai multipli, non sono elevati; forse bisognerà essere pazienti ma pensiamo ci sia molto valore nel titolo”.

ASIA PACIFICO IN SOTTOPESO, MENO UNDERWEIGHT SUL GIAPPONE

Di recente Ignis ha ridotto il peso dell‘Asia-Pacifico dello 0,5%, portandolo a -1%.

“Questo ha riflesso la notevole performance della regione e il fatto che le valutazioni appaiono care”. I proventi sono stati riallocati sulla borsa di Tokyo per ridurne il sottopeso (a -0,5%).

“Anche se il Giappone non appare molto eccitante adesso, quest‘anno è rimasto indietro in termini di crescita rispetto alle altre regioni globali e appare una opportunità contrarian promettente”, ha spiegato il gestore.

Le borse continueranno a dare soddisfazioni l‘anno prossimo ma i rendimenti si modereranno “perché lo stimolo monetario verrà ritirato”.

L‘indice delle borse mondali, espresso in dollari, ha registrato ad oggi un incremento del 21,2% e “mi aspetto che da qui alla fine dell‘anno le borse restino stabili”, ricorda Smith, citando statistiche Datastream. “Per il 2010 i ritorni potranno essere del 10%”, stima.

In vista dell‘anno prossimo Ignis ha rafforzato le posizioni sull‘immobiliare - portandole a neutrali da -1% - nel corso del terzo trimestre “perchè anticipiamo un miglioramento dell‘immobiliare”.

Dopo il rally dei corporate di quest‘anno, viceversa, l‘upside delle emissioni societarie appare più contenuto.Ignis è dunque neutrale sul reddito fisso con un leggero sovrappeso sui governativi (+0,25%) e un timido sottopeso sui corporate.

Pur confermando la preferenza per ciclici (in particolare beni di consumo in Asia, beni durevoli negli Usa e media Usa, europei e britannici) e finanziari, Smith sta infine iniziando una graduale rotazione settoriale comprando energetici, farmaceutici e telefonici.

Ignis Asset Management, fondata nel 1899, fa parte del gruppo assicurativo Pearl e ha un patrimonio gestito di 77 miliardi di euro.

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