Unicredit, Del Vecchio apre a ricambio vertici, soci ragionano su Ghizzoni -fonti

lunedì 8 febbraio 2016 18:28
 

di Paola Arosio e Gianluca Semeraro

MILANO, 8 febbraio (Reuters) - UniCredit approva domani i conti del 2015 in un clima di crescente insoddisfazione nei confronti dei vertici da parte dei principali azionisti e investitori che hanno visto il titolo perdere circa il 45% dall'approvazione del piano a novembre e risultati finora meno brillanti rispetto al principale competitor Intesa Sanpaolo .

Questa insoddisfazione, secondo tre fonti vicine alla situazione e agli azionisti, potrebbe portare all'uscita del Ceo Federico Ghizzoni in tempi brevi. Anche prima dell'assemblea di bilancio, secondo alcuni. Il condizionale è d'obbligo davanti a una società con un azionariato composito e frammentato, dove i veti incrociati potrebbero congelare la situazione e rinviare il ricambio.

UniCredit non ha commentato.

Un'accelerazione è venuta oggi dalle parole di Leonardo Del Vecchio, azionista con poco meno del 2%, secondo cui "forse la banca oggi ha bisogno di cambiamenti così radicali per intraprendere un nuovo cammino che solo una discontinuità può realizzare". Parole che sembrano cancellare le rassicurazioni della scorsa settimana del vice presidente, in quota Aabar, Luca Cordero di Montezemolo.

Anche la quasi totalità degli altri soci di rilievo (a libro soci con più del 2% anche Blackrock, Fondazione Crt, Fondazione Cariverona e Central Bank of Libya) sarebbe fortemente critica verso l'attuale gestione. Al partito dei critici si sarebbe accodato da poco anche Fabrizio Palenzona, esponente di peso del mondo delle fondazioni che nel tempo hanno invece assottigliato le loro posizioni a circa un 10% complessivo.

Motivo principale dei mal di pancia, oltre all'andamento del titolo, il rischio che UniCredit per accumulare patrimonio prosegua nella sua politica di scrip dividend. Allo stesso tempo preoccupa l'ipotesi di un aumento di capitale, sempre smentita da Ghizzoni ma ritenuta necessaria dalla maggior parte degli analisti.

Una fonte, tuttavia, non esclude che domani a fronte di conti che mostrassero una chiara inversione del trend (Ghizzoni la scorsa settimana ha parlato di numeri buoni "per certi versi sopra le nostre attese") i soci possano decidere di tenere il Ceo al suo posto evitando una scelta traumatica in una fase di mercato così volatile come quella attuale. Pur in presenza di "tensioni crescenti" da mesi, finora tra i soci non si è formato un nucleo compatto né sulla fisionomia del progetto post Ghizzoni né tantomeno su un nome condiviso, dice un'altra fonte.

Secondo due delle fonti la ricerca del nuovo AD è tuttavia già in corso e "si guarda all'esterno". Una delle due osserva che "dentro la banca la scelta migliore era Ghizzoni, ma evidentemente non è stata sufficiente a dare fiducia ai mercati".   Continua...