Chrysler, fondo Oppenheimer non si oppone più a riassetto debito

venerdì 8 maggio 2009 17:58
 

DETROIT, 8 maggio (Reuters) - Non si oppongono più al piano di riassetto del debito Chrysler neppure i fondi Oppenheimer, uno dei più prestigiosi creditori "dissidenti" al progetto benedetto dal governo Usa che include l'ingresso di Fiat FIA.MI nel capitale.

Il fondo ha desistito, secondo quanto è stato annunciato oggi, perchè non si aspetta più un aumento del tasso di recupero sul suo credito.

Ai creditori dissidenti (i cosiddetti holdout) fanno capo circa 295 milioni dei 6,9 miliardi di debito distressed della storica numero tre dell'auto di Detroit: l'ultima offerta che hanno rifiutato assegnava loro un rimborso di 29 cent per dollaro.

Capeggiati proprio da OppenheimerFunds e da Stairway Capital, la ventina di prestatori senior di Chrysler ha finora esplicitamente cercato di bloccare il progetto di cessione degli asset alla newCo di cui saranno azionisti, insieme a Fiat, i sindacati dell'auto Usa e il governo.

"Dato il numero ridotto di creditori senior che sono disposti a cercare un'alternativa alla sistemazione proposta dalla task force dell'auto, OppenheimerFunds ha deciso che i creditori senior non possono ragionevolmente più attendersi di arrivare a un aumento del tasso di recupero del debito attraverso la loro opposizione al piano di riassetto" si legge in una nota.

Il fondo è quindi pronto ora ad accettare le proposte della corte fallimentare presso cui è stata aperta la procedura di Chapter 11.

Il presidente Obama, nell'annunciare l'accordo con i grandi creditori Tarp su Chrysler salutando l'arrivo della Fiat, aveva esplicitamente bollato i dissidenti come "speculatori".

Nonostante un inizio combattivo e ricorsi per vie giudiziarie, la squadra dei dissidenti aveva iniziato a perdere i pezzi molto presto, dissuasa dalle forti pressioni dell'opinione pubblica e del mondo politico Usa.