Private equity, crollo valore deal, boom write-off in sem1 -Aifi

giovedì 8 ottobre 2009 15:36
 

MILANO, 8 ottobre (Reuters) - Il primo semestre dell'anno ha registrato un tracollo del controvalore degli investimenti di private equity e un'esplosione delle svalutazioni, segno evidente che la crisi economico-finanziaria ha inciso pesantemente sull'industria.

E' il quadro che emerge dai dati Aifi, l'associazione italiana del private equity e del venture capital, sull'attività fra gennaio e giugno.

Il periodo ha visto 155 nuove operazioni (-9% rispetto ad un anno prima), per un controvalore complessivo di 1,069 miliardi di euro (-61%).

La discrepanza fra il calo contenuto del numero di operazioni e l'autentico crollo del controvalore, ha spiegato, nel corso di una conferenza stampa, Giampio Bracchi, presidente dell'Aifi, è dovuta "alla totale assenza di mega-deal", ovvero quelle operazioni con equity investito maggiore di 300 milioni.

Il risultato è una caduta del valore medio dei deal, che si è attestato a 6,9 milioni, contro 13,3 milioni del secondo semestre 2008.

Il private equity italiano, dunque, ha affrontato la crisi adattandosi maggiormente a quello che Bracchi ha definito "il modello specifico" dell'economia, cioè mostrando "una maggiore attenzione verso le piccole e medie imprese".

La specificità del tessuto economico ha consentito al private equity italiano di difendersi meglio rispetto a Francia e Spagna. Parigi, in particolare, ha spiegato Mara Caverni, partner di PricewaterhouseCoopers, ha registrato "un calo del 65% degli investimenti nel primo semestre".

Guardando alla tipologia degli investimenti, le operazioni di buyout hanno segnato una flessione del 36% in termini di controvalore, a 785 milioni. Gli expansion hanno mobilitato impieghi per 132 milioni.

Bene l'early stage, territorio di caccia dei pochi fondi di venture capital attivi in Italia: 56 milioni investiti, pari ad un incremento del 7%.   Continua...