PORTAFOGLI -Vontobel guarda a borse, preferisce ciclici a banche

venerdì 7 novembre 2008 12:54
 

di Maria Pia Quaglia

MILANO, 7 novembre (Reuters) - Le premesse per un timido rientro sull'azionario ci sono: i multipli sono attraenti e le vendite forzate dalla necessità di ridurre la leva sembrano in attenuazione.

Anche Vontobel - fino ad oggi fortemente sottopesato sull'azionario - sta iniziando a riaffacciarsi sui listini borsistici, soprattutto europei, più penalizzati dai flussi di vendita dei gestori americani costretti a rientrare dei finanziamenti. Con una preferenza per titoli non solo difensivi ma anche ciclici e, nonostante i prezzi da saldo, una forte diffidenza verso i bancari.

"Da qui ai prossimi sei mesi, con l'esaurimento del deleveraging, le borse possono in parte recuperare o almeno avere un andamento laterale", ha detto a Reuters in un'intervista Massimo Jakelich, direttore investimenti della branch milanese di Vontobel Europe.

Con un'avvertenza: monitorare le evoluzioni dell'economia reale e le ricadute sugli utili l'anno prossimo per assicurarsi che le valutazioni restino a sconto.

"Pensiamo che magari, non da qua a sei mesi, ma da qua a qualche anno avremo delle soddisfazioni", aggiunge.

L'allocazione teorica della casa svizzera privilegia nel breve l'azionario dei paesi sviluppati - area euro e in parte Wall Street ma coprendosi dal rischio di cambio - "dove a nostro avviso è giustificato il rapporto rischio/rendimento". In un'ottica di più lungo termine, qualche posizione dovrebbe essere presa anche sui mercati emergenti, "che potrebbero cogliere questo momento di difficoltà dei paesi occidentali e, in prospettiva, diventare le economie trainanti del futuro".

La caccia all'occasione trova espressione anche negli investimenti per settori, conseguenza di una selezione a monte dei singoli titoli. I difensivi sono infatti un play più sicuro ma poco redditizio: settori come utility, farmaceutici e beni di consumo durevoli come consumer staples e alimentari sono infatti "quelli che hanno perso meno", afferma Jakelich. "Quindi ci posizioniamo anche su titoli più ciclici che hanno perso molto come quelli legati al business dei materials e degli industrials". Il gestore non si fa invece incantare dalla sirena dei finanziari. "Ci sono ancora molte incertezze: la prima riguarda la trasparenza dei bilanci, la seconda il fatto che ricavi da margine di intermediazione e da servizi saranno più bassi", spiega.

Niente emissioni societarie, inoltre, nei portafogli Vontobel: nonostante spread interessanti, l'investimento obbligazionario avviene esclusivamente in titoli di stato "perchè la crisi finanziaria non parte da valutazioni sbagliate sull'azionario, come è accaduto nel 2000, ma viene dal mondo del debito", spiega Jakelich.

E per evitare le forze contrapposte cui sono sottoposti i rendimenti sulle scadenze medie e lunghe - da un lato depressi dalle aspettative di recessione, dall'altro sostenuti dalle nuove necessità di finanziamento dei governi - Vontobel punta sui tassi dai 2 ai 5 anni, aspettandosi un ulteriore irripidimendo della curva.