PUNTO 1-Campari approva loyalty shares tra polemiche fondi, piccoli soci

mercoledì 28 gennaio 2015 14:34
 

(Aggiunge altri dettagli dall'assemblea)

MILANO, 28 gennaio (Reuters) - Con il 76% dei voti favorevoli l'assemblea straordinaria di Campari ha approvato l'introduzione delle cosiddette "loyalty shares", ovvero azioni che consentono ai titolari da almeno due anni di far pesare doppio il proprio voto.

L'approvazione, possibile a maggioranza semplice in deroga al quorum solitamente previsto grazie ad un provvedimento ad hoc del governo, non ha mancato di suscitare polemiche tra investitori istituzionali e piccoli soci presenti alla riunione. In assemblea era presente l'81,2% del capitale.

Per entrambi la novità ha come solo beneficiario l'azionista di maggioranza - il veicolo Alicros della famiglia Garavoglia - e, in ultima analisi, danneggia la società.

Il presidente Luca Garavoglia ha difeso la decisione ricordando che, con la sola eccezione di Diageo, meccanismi di "decoupling" fra possesso azionario e diritto di voto sono in vigore, secondo modalità diverse, presso concorrenti più grandi di Campari come Pernod-Ricard, Brown-Forman, Constellation Brands, LVMH e Heineken.

"Non vediamo un tema di reputazione legato al decoupling ma per noi il tema dirimente è quello della contendibilità", ha detto Garavoglia rispondendo a chi, come il rappresentante delle minoranze Dario Trevisan, ha parlato di danno reputazionale per la società sul mercato per effetto di un abbassamento del rating sulla sua governance.

Qualora nessun altro socio si avvalesse della facoltà del voto doppio, la percentuale dei diritti di voto di Alicros salirebbe dall'attuale 51% al 67,55%, dandole la maggioranza assoluta anche in sede di assemblea straordinaria.

Proprio la non contendibilità - Campari è stata controllata da Alicros fin dalla quotazione nel 2001 - è stata rivendicata da Garavoglia come fattore dietro le "performance stellari" dei concorrenti citati "a riprova che il decoupling non è una variante negativa, anzi riteniamo che proprio perché queste società non sono contendibili abbiano fatto meglio".

Ma per Trevisan, che in assemblea ha portato deleghe pari a circa il 30% del capitale complessivo, il voto odierno esprime la netta bocciatura del mercato alla norma che abolisce il principio "one share one vote".   Continua...